Il Tirreno

Versilia

Nel Mediterraneo ci sono 4500 yacht oltre i 24 metri

Nel Mediterraneo ci sono 4500 yacht oltre i 24 metri

La metà ha bisogno continuo di interventi. È questo il mercato per una realtà ricca di professionalità come Viareggio e il distretto toscano della Darsena

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Impariamo da Palma di Maiorca. Per Viareggio e l’area vasta costiera il refit è un’opportunità che non possiamo perdere. Il rischio? Perdere un altro treno».

Secondo Andrea Giannecchini, referente Cna nautica nazionale e tra i più dinamici attori del territorio, il refit ha un «potenziale mercato di oltre 150 milione di euro all’anno». Se la produzione nautica ha conosciuto tempi migliori, la manutenzione degli yacht può rappresentare una grande chance per i cantieri di Viareggio soprattutto oggi. «Il motivo della controtendenza va ricercato nella straordinaria capacità delle piccole imprese di reagire immediatamente ai fattori recessivi e ai momenti di difficoltà. Calata improvvisamente la produzione di nuove costruzioni – spiega Giannecchini - le micro e piccole imprese hanno reagito opportunisticamente orientandosi verso quelle aree del mercato che vanno meglio e che comunque non hanno risentito così pesantemente della crisi finanziaria. Questo vale per il refit, sia per alcuni servizi legati alla vita della imbarcazione in generale».

Ed è proprio questo il tema del workshop organizzato da Cna nell’ambito di Yare, domani (dalle ore 15. Ingresso libero), presso la Sala Udina, insieme alla “catena del valore e alla forza dell’integrazione delle competenze”. Da studi accreditati il 50% della flotta (4500 yacht sopra i 24 metri) naviga nell’area mediterranea e la maggioranza di questi sono stati prodotti negli ultimi 15 anni.

«Per questo motivo – analizza - molte di queste imbarcazioni sono ad un ciclo di vita che per motivi vari, come passaggi di proprietà o forme iniziali di vetustà, necessitano di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria più o meno rilevanti. Si capisce immediatamente quale opportunità può rappresentare in termini occupazionali e di fatturato per il nostro territorio e le nostre imprese. Viareggio e l’area vasta toscana detengono il primato mondiale della produzione, ma faticano ancora a ritagliarsi per questo interessante mercato il ruolo di punto di riferimento internazionale”. L’altro snodo dell’appuntamento è rappresentato dalla filiera del refit: quali sono i suoi protagonisti? Quale ruolo ricoprono? “Il tema del workshop è analizzare i diversi attori che intervengo nel refit, a seconda del ruolo che ricoprono nella catena del valore e capire i loro punti di vista”. Ma al refit servono anche le condizioni ideali per insediarsi, maturare e crescere: «La carenza di infrastrutture ed un porto con numerosi punti di criticità rappresentano un freno allo sviluppo di Viareggio come piattaforma mediterranea del refit. Le soluzioni ci sono. Forse dovremmo imparare qualcosa anche dai nostri cugini spagnoli». L’esempio che Giannecchini prende in prestito è quello del porto modello di Palma di Maiorca: «Hanno attrezzato un area speciale per il refit denominata Stp dove attualmente sono in lavoro 100 imbarcazioni. Non è fantascienza. Per Viareggio sarebbe una grande opportunità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web