Il dolore
«Sindaco, non piangere: lotta»
Tagli da Roma, Pdl e Comitato anti-tasse criticano Lombardi. Che però ritira la minaccia di dimettersi
PIETRASANTA. Dall’ironia dissacrante del Pdl («se il problema di Lombardi è quello di essere ricordato come il sindaco della tasse, diciamo che è già qualcosa visto che sta rischiando di non essere ricordato per niente») a quella del Comitato per la salvezza delle imprese: «Sia lei, signor Sindaco che noi abbiamo la “pensione”, solo che la sua è costante e a vita, le nostre se non combattiamo ce le portano via».
La minaccia del primo cittadino («I conti del Comune sono insostenibili, o lo Stato ci garantisce i trasferimenti o me ne vado a casa, non voglio massacrare di tasse la mia città»), divide e fa discutere. E se da un lato, come conferma lo stesso Lombardi, «diverse persone questa mattina – ieri per chi legge, ndr – mi hanno manifestato solidarietà, comprendendo la situazione e dicendomi di non mollare. Cosa che non farò, perché fino a quando sarò in carica lotterò per garantire la migliore gestione amministrativa per Pietrasanta», dall’altro è motivo di duro attacco.
«Non è bello minacciare l'arrivo del commissario prefettizio, per avere carta bianca, dai comitati vari, categorie, sindacati e frange della maggioranza per poter poi aumentare nel silenzio e nella rassegnazione totale le imposizioni - attacca il Pdl - Fare il sindaco, di questi tempi è sicuramente un po' più complesso, però è anche vero che a Lombardi non lo ha ordinato nessuno di farlo. Se ogni azienda che ha un problema economico oggi dovesse chiudere e mandare tutti a casa saremmo a posto. Lombardi smetti di piangerti addosso, e prendi decisioni sensate ed equilibrate nell’interesse della comunità». Duro anche il Comitato che in una nota si rivolge direttamente al primo cittadino. «Non comprendiamo tutta questa acredine nei nostri riguardi da parte di chi amministra. Caro Lombardi, crediamo che piangere sul latte versato non serva più a nessuno: se nel passato sono stati fatti degli errori, ancora tutti da verificare, coloro che li hanno commessi se ne assumeranno tutte le responsabilità. Ma la soluzione non può essere tasse a prescindere, come l’imposta di soggiorno che proprio il sindaco di Livorno, Cosimi, aveva detto di non applicare a macchia di leopardo e che invece lei ha invocato e voluto. La sua minaccia di dimissioni? Non siamo abituati a “sfuggire” alle nostre responsabilità, noi siamo imprenditori e combattiamo sempre per la nostra sopravvivenza».
Comitato che passa poi alle proposte. «Servono 7 milioni di euro per fare quadrare i conti di bilancio? Il patrimonio comunale ha una dote di 93 milioni di euro, serve quindi puntare sulla dismissione di beni non produttivi. Ma la prima risorsa di entrata potrebbe arrivare dall’approvazione della variante alberghi, per un incasso previsto di oneri di urbanizzazione pari a 3 milioni di euro, miglioramento dell’offerta turistica e delle strutture ed aumento occupazionale. Altri 2 milioni e mezzo di euro potrebbero inoltre arrivare dalla vendita dell’ex Jamaica pub e altri 3 si potrebbero poi ottenere dalla vendita di una porzione del terreno di via Leopardi».
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