Sicurezza
«Quelle cabine Enel vanno segnalate»
L’azienda elettrica risponde ai cittadini: in Passeggiata ne arriveranno in tutto sette e sono sicure per la salute
VIAREGGIO. Enel difende le maxi cabine elettriche spuntate in Passeggiata: una davanti al bagno Felice, contestatissima a suon di raccolta di firme, e le altre sei che devono ancora vedere la luce ma che sono previste nel salotto buono della città. Ufficio stampa e Diegio Priolo, responsabile Enel Sviluppo Rete Toscana e Umbria, sono arrivati ieri mattina in Municipio per raccontare, prima di tutto, che «non si tratta di panchine». Peccato solo che il “particolare” non sia segnalato e che, invece, le persone vi si siedano perché - come è stato fatto notare - le vecchie panchine non ci sono più.
Non sono panchine ma comunque sono sicure. Enel ha voluto sottolinearlo dopo che le misurazioni Arpat hanno trovato emissioni nei limiti di legge ma comunque superiori a quelle comunemente presenti nell’ambiente. Affidando alla Asl la valutazione sugli effetti in materia di salute e ritenendo comunque «inopportuno» un utilizzo «inconsapevole» dei manufatti.
«Non vi è alcun tipo di pericolo per la salute», ha spiegato Enel: «Per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza e dei campi elettromagnetici l’azienda elettrica ha presentato la relazione in fase progettuale ed i valori misurati per la prima cabina già realizzata sono ampiamente al di sotto di quelli previsti dalla normativa».
Seicentomila euro di investimento per ovviare al ciclico “salto” dell’energia elettrica che in Passeggiata si ripete nei periodi di maggior carico, le panchine dovrebbero essere rivestite di siepi, oppure sopra vi dovrebbero essere collocate delle fioriere (a Viareggio si sa, Pastechi ha lanciato la “moda”).
In realtà - ad Enel ieri è stato ricordato dai giornalisti, ma anche dai consiglieri comunali del Pd Chiara Romanini e Leonardo Betti - il parare vincolate della Sovrintendenza, ai fini del rilascio del permesso a costruire, nel 2009 prevedeva ben altro. E cioè che le cabineseminterrate fossero collocate «nelle aiuole esistenti», con tetto inclinato per far defluire la pioggia, e «schermatura a verde». La cabina davanti al bagno Felice è tutto fuorché nell’aiuola e non saranno siepi e fioriere a mettersi in regola con il parere rilasciato e al quale, di fatto - fa notare il consigliere Betti - non si è ottemperato.
L’installazione delle nuove cabine - ha spiegato Enel - «sarà terminata entro un anno da oggi. Alla domanda se l’azienda elettrica non ritenga di segnalare, come richiede Arpat, che le strutture in legno non sono panchine ma centraline la prima risposta è stata «se il Comune ce lo chiede lo faremo». Dopo più di una domanda (tra le voci quella di Vincenzo Santoro, esponente di Sel e medico) alla fine Enel ha “ceduto”: «Se la questione è la segnalazione, allora provvederemo».
Anche perché non c’è solo il “caso” della struttura spuntata di fresco davanti al bagno “Felice”. Da quasi sette anni, in piazza Shelley, c’è un’altra centralina Enel che ha proprio la forma della panchina. Senza che sia stato fatto notare «che lì in realtà c’è un vero e proprio impianto tecnologico».
Resta, aperta, la questione di ottemperare al parere della Sovrintendenza che il permesso a costruire fa proprio come nel caso dell’unica installata al momento. Al Comune corre l’obbligo di presentare un progetto diverso alla stessa Sovrintendenza se intende replicare senza attenersi a quanto disposto nel 2009. Così, dopo la conferenza stampa, il match Enel-amministrazione si è spostato all’ufficio urbanistica, terzo piano del Municipio.
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