Gioco
Imu, parte l’assalto ai patronati valanga di pratiche già in coda
Torna l’imposta sull’abitazione principale, il 16 giugno scade (senza proroghe) la prima rata E i cittadini, soprattutto anziani, stanno tempestando di richieste i centri di assistenza fiscale
VIAREGGIO. Imu: tre lettere che da mesi sono l’incubo dei proprietari di case. E l’avvicinarsi della prima scadenza, che segna il ritorno ufficiale della tassa sull’abitazione principale deciso dal governo Monti, manda in crisi molti cittadini. Soprattutto anziani.Che si domandano preoccupati: come e cosa devo fare per pagarla?
Una domanda a cui, ancora oggi, i centri di assistenza fiscale presi d’assalto dai contribuenti possono rispondere fino a un certo punto.
«Sono molti gli aspetti ancora poco chiari - spiega Simona De Prete, responsabile del Caaf della Cgil - e dovrà essere il governo a chiarire tutti i dettagli».
Il Tirreno cerca perciò di fare il punto della situazione. A proposito della quale il Caaf Cgil, che dovrà smaltire almeno 10mila pratiche in Versilia, chiarisce: speriamo in un aiuto da parte degli enti pubblici con sportelli dedicati. «Altrimenti - dice Simona De Prete - sarà caos». E secondo i patronati non ci saranno proroghe sulla scadenza di metà giugno: i soldi servono subito...
Rendite e detrazioni. La prima domanda riguarda le cifre: quanto si dovrà pagare? Fatto salvo che ogni casa fa storia a sé per dimensioni e caratteristiche, è bene sapere che l’aliquota per l’abitazione principale è fissata - salvo variazioni decise dai Comuni - al 4 per mille, mentre quella per le seconde case è al 7,6. C’è, inoltre, una detrazione standard di 200 euro, più 50 euro per ogni figlio a carico fino ai 26 anni. Esiste anche un limite sotto il quale non si pagherà l’Imu, ma per il Caaf Cgil è così basso che riguarderà poche persone.
L’imposta, inoltre, dovrà essere calcolata con la rivalutazione del 60% delle rendite catastali. Che dovranno perciò essere ricalcolate da chi compila il modulo.
Le scadenze. L’Imu si pagherà in tre rate, con distinzione tra prime e seconde case.
Se si parla di abitazione principale, la prima rata va versata entro il 16 giugno; la seconda entro il 16 settembre e l’ultima entro il 16 dicembre.
Invece, per la seconda casa si versa metà dell’importo entro il 16 giugno e l’altra metà entro il 16 dicembre.
Il bollettino non arriva. Altro aspetto importante: l’arrivo o meno del bollettino a domicilio. Ebbene, pensare che i Comuni riescano ad organizzarsi in un mese, con ricalcoli delle rendite e postalizzazioni per tutti i cittadini, è pura utopia. Dobbiamo considerare, tra l’altro, che le informazioni in possesso dei Comuni risalgono a 4 anni fa, cioè all’ultimo versamento dell’Ici poi abolito.
Non ci saranno, quindi, modelli prestampati come avveniva con l’Ici. E perciò, almeno per il momento, a fare da referenti sono i patronati e i professionisti.
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