Italia
Budini e granite, Galliano ne fa un’arte
Un gelato pluripremiato e l’equilibrio tra tradizione e innovazione: la dinastia Vannozzi guida l’evoluzione del gusto
VIAREGGIO. Dai budini di nonna Amalia e i gelati di babbo Enzo, da Galliano colazione e cono sono ancora una certezza chiamata qualità. La differenza è fatta da prodotti sceltissimi, passione e un'esperienza che già ha iniziato a nutrire la quarta generazione. Per budini al riso senza eguali, mantecature all'insegna della fantasia e il primo fast-food all'italiana inaugurato nel gennaio 1981.
La storia parte da lontano, da quando nonno Galliano aprì nel 1923 il suo locale in Passeggiata. I nipoti conservano fra i cimeli un vecchio atto di acquisto di una macchina da caffè, una "Insuperabile" dei fratelli Snider di Milano che nel 1929 ritiravano la vecchia rimborsando 2869 lire contro le 8363 sborsate per la nuova. Un bel gruzzolo ripensando alla canzone che dieci anni più tardi avrebbe intonato Gilberto Mazzi, aspirando alle famose mille lire al mese.
Ma se un tempo andava di gran moda gustare coppe e variegati comodamente seduti al tavolo, oggi prevalgono il cono da passeggio e il caffè sorseggiato al bancone. Ma sempre d'eccezione, dato che i Vannozzi sono famosi per le scelte fuori dal coro. «Gli anni Cinquanta vissero il boom dei budini, nei Sessanta babbo iniziò con i gelati. Nel 1969 lanciò gli Spaghetti, seguirono l'Uovo al Tegamino, il Dolce Amara» dice Galliano Vannozzi, oggi al timone dell'attività di famiglia insieme ai fratelli Roberto e Ornella, affiancati dal resto della dinastia che contribuisce a rendere unici i prodotti di Galliano. Nel 1972 vinse l'Oscar del Gelato a Padova con il gusto Petali di Rosa, intramontabile, ancora sulla breccia dell'onda. L'anno dopo fu la volta della Scarpaccia (alla viareggina, dolce) e di nuovo la vittoria. Dopodiché numerose collaborazioni con i più importanti gelatieri italiani e la nascita di gruppi di lavoro a tutela dell'artigianato. «Quello vero, non come oggi che troppi improvvisatori si spacciano per esperti». Da allora la tradizione è volata sulle ali della fantasia. E così, accanto ai classici trovate la Torta Sacher, l'Arachide al Sale di Cervia, il Ricotta e Spinaci, il Parmigiano, il Gorgonzola, il Pomodoro, il Cioccolato Azteco, il Crostata di Mele, il Cheesecake. Creatività e passione del capostipite sono state ereditate dalla figlia Ornella, autrice delle tante granite estive: quelle alla siciliana (acqua, zucchero e frutta, mantecate come fossero un gelato), con base al fior di latte (cioccolato, yogurt, latte e menta), le alcoliche (Mojito, Campari Orange, Pina Colada). L'estate scorsa è stata la volta dell'Estatè, questa invece lancerà il Fragolì: "gratta checche" leggermente alcolica, con le fragole, mentre ad incuriosire il cliente in luglio e agosto ogni settimana arriverà un nuovo gusto all'insegna dell'originalità.
E la colazione? Oltre ai lieviti classici, Galliano è il numero uno per tortine monoporzione in frolla farcite di semolino, ricotta, cioccolato, da qualche anno elaborate da Deanna (moglie di Roberto) anche in versione mignon con farcia in crema allo zafferano o fichi e noci, marmellate inglesi, cioccolato al caffè o alle rose, creme brulèe. La ricetta della frolla è unica, originale di nonna Amalia, talmente buona da essere venduta sotto forma di biscottini.
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