Sicurezza
Freedom: la libertà (al bar e in cucina)
Andrea e Guido, meno di mezzo secolo in due, dal servizio ai russi al rilancio della tradizionale osteria versiliese
PIETRASANTA. Non affaccia su piazza Duomo, né in una delle vie laterali del centro storico ma sulla Sarzanese, così per andare a bere un Americano al Freedom devi proprio scegliere di farlo. «Soprattutto per questo siamo molto soddisfatti del giro che si sta creando» commentano Andrea e Guido Sacchelli. Insieme fanno mezzo secolo, ancora da compiere. I gemelli stanchi della nouvelle cuisine lo scorso luglio si sono messi in proprio aprendo un locale un po' american bar, un po' ristorante. Dopo gli studi all'alberghiero di Marina di Massa, iniziarono la gavetta in ritrovi gourmet: La Magnolia dell'hotel Byron a Forte, il Lunasia a Tirrenia, Orsa Maggior e Imperiale (l'albergo di lusso amato dai russi) ancora a Forte.
«Siamo giovani ma abbiamo già una decina di anni di esperienze importanti alle spalle. La nouvelle cuisine fa parte del passato, le persone cercano altro - dice Andrea, il cuoco -. Da qui il desiderio di aprire un luogo nostro, dove i piatti sono quelli della tradizione, rivisitati a mio modo. Con semplicità, dando meno risalto al lato estetico».
Così nove mesi fa è nato Freedom, dalle ceneri di un altro ristoro al civico 49 della statale Sarzanese, accanto ad un impianto di trasformazione di detriti da cava e a due passi dalla campagna camaiorese. Qui si propongono ravioli di branzino e agrumi saltati in padella con zucchine e gamberi, fiocchetti di pera e gorgonzola, frittura di pesce e verdure croccanti, crema catalana flambé. «Freedom perché il cliente deve sentirsi libero. Nonostante veniamo entrambi da importanti esperienze gourmet - prosegue Andrea Sacchelli - alla nostra tavola e nel nostro bar è come stare a casa propria». Finché nel fine settimana le due attività si fondono nell'apericena con tanti stuzzichini preparati da Andrea. «Diamo anche la disponibilità per feste o eventi speciali, con menù a buffet: spiedini di gamberi croccanti con pistacchio, carpaccio di pesce spada con rucola e formaggio morbido che si accompagnano alle più classiche valdostane, agli sformatini di zucchine e ricotta, alle pizzette - proseguono i gemelli Sacchelli -. Il venerdì l'happy hour diventa una festa anni Ottanta, mentre da maggio la domenica riprenderemo alla grande con il buffet». “Com'è bello mangiare a scrocco” è il titolo burlone che hanno dato all'aperitivo della domenica dove si paga la bevuta (5 euro i superalcolici, un po' meno succo o bibita) e il resto è gratis: veri e propri piatti come pasta, tordelli versiliesi, frittura e tanto altro.
«Cerchiamo di variare il più possibile. La maggior parte dei nostri cocktail sono analcolici o a basso contenuto di alcool, perché la vita viene prima del divertimento, che si fa di qualità se l'allegria è spontanea e non generata da stordimento».
Il simbolo del drink alla Freedom non ha un nome, mentre gli ingredienti sono certi: «frullato misto di frutta fresca, un paio di aggiunte segrete e, su richiesta, un analcolico a contrastare con note amare».
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