Il Tirreno

Versilia

La Galleria del libro non c’è più: ha aperto il negozio di sport

di Donatella Francesconi

Resta il cartello che segnala il pregio architettonico dell’immobile oggi dato in affitto alla “Ellea Srl”

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VIAREGGIO. L’impatto fa sobbalzare: a fianco del Gran Caffé Margherita, al posto della storica libreria in bianco con gli interni firmati Gae Aulenti, eccolo lì: colorato e un po’ “spaziale” il negozio di scarpe e abbigliamento sportivo “Aw Lab”. Il “colpo” è inevitabile, come per quelle cose che sai che prima o poi dovranno pur accadere, ma rassegnarsi è difficile.

La società “Galleria del libro Multimedia” ha affittato l’immobile che insiste su un’area di arenile comunale in concessione. Il Comune ha dato il via libera, con delibera di Giunta del 26 marzo 2012, al cambio di gestione e genere proposto. Così la ex Galleria del libro, della quale resta solo il cartello posto dalla Sovrintendenza, è passata nelle mani della società “Ellea Srl” con sede legale a Bastia Umbra (Perugia). Che tra le storiche mura ha portato un vasto repertorio di calzature sportive ed un “pool” di commessi giovani e intraprendenti.

«Con l'inaugurazione in Passeggiata dell'ennesimo negozio di abbigliamento, Viareggio si avvicina sempre più a grandi passi verso quel fenomeno di inaridimento culturale che, purtroppo, ben conosciamo». È il commento, a calda, di Cristiana Gemignan: «E, quasi per dispetto, l'ultima mecca dello shopping monomarca sorge proprio dalle ceneri della "Galleria del Libro", storica libreria (e non un supermercato di libri) che molti viareggini, a ragione, rimpiangono. In compenso i nostri amministratori hanno lasciato davanti al nuovo negozio il cartello "itinerari architettonici della città", che descrive l'antico luogo di letture e riflessioni culturali. Una dimenticanza o l'ennesima beffa?»

Oppure una tendenza che sembra dilagare: «Ancora parlando di scelte culturali per una città che, guardandola, non si sa più che indirizzo voglia prendere - continua Gemignani - che dire delle ormai famose centraline elettriche poste in Passeggiata (al momento una, ma ne sono previste quattro) "camuffate" in scomode e antiestetiche piattaforme in legno? Aldilà della loro nocività per la salute dei cittadini, che saranno gli organi competenti ad appurare, sicuramente rappresentano un'offesa al buon gusto e al decoro. E questo sarebbe già sufficiente per toglierle se non servono o interrarle, se ritenute necessarie. Forse sbaglio, perché, alla fine, un progetto unitario c'è. Modellare il tutto sullo "stile" della vicina piazza Shelley, dove anche lì troviamo una centralina-panchina, tanto degrado e molta rabbia nei confronti di chi piano piano vorrebbe addormentarci le menti, abituandoci ad un progressivo decadimento, prima fisico, poi culturale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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