Il Tirreno

Versilia

Lago, Autorità di bacino limitata

di Donatella Francesconi
Lago, Autorità di bacino limitata

La Regione: eccessivo subordinare al parere vincolante gli interventi, anche edilizi, che gravano sulla risorsa idrica

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VIAREGGIO. Era l’ultimo anno della Giunta Marcucci, il Regolamento urbanistico “padre” di quello che l’amministrazione Lunardini intende approvare in tutta fretta, e l’Aurorità del bacino del Serchio lanciò l’altolà sui consumi idrici del territorio in relazione allo stato di salite del lago di Massaciuccoli. Oggi che la salvezza del lago è nelle mani della Provincia di Pisa, alla quale la Regione ha passato il progetto del “tubone”, la derivazione che dal Serchio dovrà portare acqua buona al Massaciuccoli, un documento della stessa Regione sconfessa l’Autorità di bacino. È quello datato 31 marzo dello scorso anno, firmato dalla “Nucleo unificato regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici”, seduta nella quale viene dato il Parere tecnico e istruttorio sul “Progetto di Piano di bacino”, stralcio “Bilancio idrico del bacino del lago di Massaciuccoli”. «Si ritiene eccessiva - si legge - la necessità di subordinare il parare vincolante dell’Autorità di bacino tutti gli interventi inerenti l’utilizzo di risorsa idrica, compresi gli interventi edilizi, soprattutto se tale parare è preso “a valle” di atti di pianificazione sia urbanistica che settoriale in generale, che recepiscono il piano stralcio e sui quali l’Autorità di bacino si è già espressa considerato il grado di dettaglio con il quale sono state elaborate le norme che analizzano e affrontano ogni tipo di impatto gravante sulle acque del bacino, e molte delle quali sono rivolte ad altri Enti (Regione, Province, Ato, Comuni) con competenze ben definite.

Ciò detto il tubone - si ricorda - viene ritenuto da un parare Arpat «l’unico possibile rimedio a breve termine alla situazione di degrado del lago Massaciuccoli». Peccato solo - così si trova sottolineato - che «nel Rapporto ambientale non vi sia un capitolo dedicato al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del Piano. Si ritiene necessario approfondire e ampliare le tematiche relative al monitoraggio e al controllo dei possibili effetti ambientali derivanti dall’attuazione del Piano in esame che si ritrovano nei vari documenti del Rapporto ambientale». Inoltre, «il Rapporto ambientale - si legge nel parere tecnico in questione - contiene un’illustrazione dei contenuti del Piano la cui costruzione risulta molto complessa e di non facile consultazione. Il Progetto di piano è stato aggiornato varie volte ma, considerata la consistenza del materiale presentato, gli aggiornamenti non sempre risultano fra loro coerenti».

Si ritiene, inoltre, «che tale documento sia rivisto per renderlo più coerente, di più facile lettura anche con riferimento alla distribuzione di competenze tra l’Autorità di bacino e gli altri Enti. La revisione delle norme del Piano dovrà inoltre verificare la coerenza con la normativa nazionale e regionale in materia di bonifica e difesa del suolo»

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