Il dolore
Un difetto genetico alla base del malore
I primi risultati dell’autopsia: nessuna certezza su infarto o aneurisma. Sotto choc la base di Luni
VIAREGGIO. Sarebbe stato un difetto genetico a causare il malore che ha ucciso Vincenzo Simonini, tenente di vascello deceduto giovedì mattina: è una delle ipotesi maturate a seguito dell’autopsia sul corpo del 37enne militare originario di Piano di Mommio, effettuata questo pomeriggio dal medico legale Susanna Gamba.
Non c’è certezza, infatti, che ad uccidere Simonini sia stato un infarto o un aneurisma: a fare chiarezza sulla morte del militare saranno gli esami istologici, attesi per i prossimi giorni.
Nel frattempo la base di Luni - dove l’uomo era di stanza - è comprensibilmente sotto choc dopo il drammatico episodio avvenuto attorno alle 10,30 di giovedì mattina mentre Vincenzo Simonini stava addestrando alcuni allievi. L’ufficiale era appena sceso in acqua per effettuare la fasi di riscaldamento, quando è stato colto dal micidiale malore.
Chi stava a bordo piscina ha assistito impotente alla morte dell’ufficiale: vano ogni tentativo di rianimarlo dopo che alcuni si erano subito gettati in acqua per recuperare quel corpo all’improvviso diventato inerte.
Inutile il successivo intervento dei sanitari del 118 che, per quasi un’ora, hanno cercato di strapparlo alla morte che purtroppo lo aveva già ghermito.
Alle esequie alle quali parteciperanno tantissimi colleghi di Simonini, provenienti non solo da Luni e da Spezia.
Ci saranno poi i tanti parenti e amici che Simonini aveva nella Versilia, oltrechè i congiunti della moglie Nadine, alcuni dei quali subito partiti dal Libano appena appresa la notizia del decesso.
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