Attenzione
«Non siamo uguali ai balneari»
Incaricato un tecnico per chiedere l’esclusione dalla direttiva Ue
VIAREGGIO. Anche gli ambulanti vogliono la “deroga”. Cioè l’esclusione della direttiva Servizi, per cui i balneari stanno lottando da più di un anno, cercando di mettere in salvo le concessioni demaniali marittime su cui si fondano le loro imprese.
E anche gli ambulanti hanno incaricato un tecnico, in questo caso un esperto di diritto amministrativo, per suffragare la loro richiesta.
Secondo la professoressa Chiara Favilli della Lumsa, il commercio su area pubblica si distingue dall’attività di gestione delle spiagge perché quest’ultima riguarda un settore dalle risorse naturali limitate. «È ovvio, infatti - scrive Chiara Favilli - che non si possono moltiplicare le spiagge, mentre le aree mercatali possono essere ampliate, spostate e diversificate».
Inoltre, la professoressa Favilli parla di assenza di contenziosi per il possesso delle licenze, contenziosi che invece ci sono per le concessioni demaniali marittime. Infine, un’interpretazione della Bolkestein che riportiamo fedelmente, anche se ci pare originale: «La direttiva non riguarda la libera concorrenza, ma la libera circolazione dei servizi che, appunto, non devono avere ostacoli».
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