Il Tirreno

Versilia

Il Comune non paga In 137 senza stipendio

di Valentina Landucci
Il Comune non paga In 137 senza stipendio

L’allarme lanciato dai lavoratori di Sea Ambiente. Soluzione in extremis Le risorse arriveranno lunedì grazie ad un anticipo della Patrimonio

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VIAREGGIO. La comunicazione dei vertici dell’azienda ai dipendenti di Sea Ambiente è stata lapidaria: per il mese di aprile gli stipendi potrebbero non arrivare. Il Comune di Viareggio non paga, i soldi non ci sono, gli stipendi arriveranno, nella migliore delle ipotesi, in ritardo. Un ragionamento che non fa una piega. Peccato che ci siano di mezzo quasi 140 famiglie: 137 per la precisione. Tanti sono i dipendenti di Sea Ambiente che, tramite i propri rappresentanti sindacali, hanno già annunciato un presidio di protesta - lunedì mattina - davanti al municipio. Presidio e assemblea in contemporanea con l’incontro che la direzione di Sea Ambiente avrà con il sindaco Luca Lunardini.

La mobilitazione si farà nonostante il fatto che, dopo l’sos dei sindacati sulla mancanza dei soldi per gli stipendi, l’amministrazione comunale abbia tentato di metterci una pezza. Ieri, mentre montava la protesta, proprio Lunardini ha chiesto e ottenuto dalla Viareggio Patrimonio un bonifico da 2 milioni di euro e spiccioli. Soldi derivanti dagli acconti della Tia già incassati dalla Patrimonio che «avrebbero dovuto essere trasferiti al Comune - spiega il sindaco - lunedì mattina, ma ho insistito perché il bonifico fosse anticipato a fronte delle preoccupazioni dei sindacati. Ho disposto che lunedì mattina il ragioniere capo a sua volta trasferisca queste risorse a Sea Ambienta perché sia possibile pagare nei termini previsti gli stipendi».

Per il sindaco una promessa. «Vedremo se il Comune sarà in grado di mantenerla - afferma Michele Massari della Funzione Pubblica Cgil - in ogni caso ci chiediamo cosa succederà il mese prossimo. Aprile si risolve con questo anticipo. Ma maggio? La situazione debitoria del Comune di Viareggio nei confronti di Sea è allucinante: parliamo di 17 milioni di euro. Da quanto appreso i soldi per gli stipendi sono venuti a mancare perché il Comune non ha pagato le ultime due rate». Un aspetto, questo, sul quale Lunardini non si sbilancia. «Non sono al corrente di mancati pagamenti di fatturazioni - afferma - anche se non escludo ci possano essere stati pagamenti incompleti. Credo tuttavia si possa parlare di un disguido burocratico che abbiamo rapidamente risolto. I 17 milioni di debiti non c’entrano con quanto accaduto».

A scanso di equivoci lunedì ci sarà l’assemblea e intanto Fp Cgil, Uil Trasporti, Fit Cisl e Fiadel hanno scritto al Prefetto per la convocazione di un tentativo di conciliazione «a seguito della comunicazione dell’azienda - si legge nella missiva - di essere nell’ impossibilità di far fronte al pagamento degli stipendi in quanto, secondo quanto riferitoci dalla direzione, il Comune di Viareggio, non avrebbe pagato le ultime rate in fatturazione».

Le reazioni. In un clima politico tutt’altro che sereno, dopo il dibattito di alcune sere fa sulla sfiducia a Lunardini, la vicenda Sea è l’ennesima tegola sulla testa della maggioranza.

«Quanto accaduto è gravissiomo - tuona Antonio Battistini (Pd) - ed è la conseguenza di una gestione della cosa pubblica incapace di fare scelte di bilancio per la città. La mancanza di liquidità del Comune è ormai cronica. Come ha usato fino ad oggi questa amministrazione i soldi della Tia pagati dai cittadini? E dove prenderà adesso le risorse necessarie per gli stipendi e per saldare il debito con Sea? E meno male che si tratta di una società partecipata altrimenti anche in questo caso sarebbero scattati i pignoramenti. Farò richiesta alla ragioneria dell’elenco, purtroppo lunghissimo, delle società e delle cooperative che vantano crediti nei confronti del Comune. Ci sono tante, troppe realtà che aspettano ancora soldi da questa amministrazione».

«Il problema - afferma il consigliere Milziade Caprili - è capire se saremo costretti a chiudere per debiti: già oggi rappresenta una grande difficoltà, per dirne una, fare il gasolio per gli scuolabus». E adesso c’è anche il problema degli stipendi per i lavoratori di Sea Ambiente. «Che cosa si potrebbe fare? Dovremmo per forza continuare a gingillarci sulle intenzioni di voto passate, presenti e future dei trasvolatori della politica e degli arrampicatori sugli specchi?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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