Il Tirreno

Versilia

Anche gli ambulanti finiscono all’asta

di Matteo Tuccini
Anche gli ambulanti finiscono all’asta

Il governo boccia la Regione: le licenze dovranno essere messe a gara. E potranno partecipare anche le società per azioni

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VIAREGGIO. Avevano tirato un sospiro di sollievo, quando la Regione - parliamo di pochi mesi fa - aveva “salvato” le loro licenze dalle grinfie della direttiva Bolkestein. Ma Roma non ha gradito.

E con una relazione di 11 pagine, il ministero dello Sviluppo economico ha spiegato agli ambulanti e alla Conferenza Stato-Regioni che anche le concessioni per il commercio su area pubblica non potranno essere rinnovate in automatico. Ma dovranno essere affidate tramite gare pubbliche. Rispettando, così, le indicazioni della direttiva Servizi.

Come i bagni. Una mazzata per questi commercianti, che si ritrovano ora nella stessa situazione dei balneari. Nonostante le associazioni di categoria avessero più volte contestato il paragone tra questo tipo di attività e la gestione della spiaggia.

Ma - purtroppo o per fortuna - l’attesa per conoscere il loro destino non sarà uno stillicidio come per i bagni. «Entro la fine di maggio - spiega Marco Francesconi, ambulante fortemarmino e segretario della Fivag Cisl - sapremo se siamo dentro o fuori».

Gare aperte alle Spa. Gli ambulanti, tra l’altro, avevano chiesto al governo di limitare l’assegnazione delle concessioni alle persone fisiche, escludendo le società di capitali e le cooperative.

Secondo il ministero, tuttavia, questo non è possibile. Perciò dovrà essere consentito anche a questi soggetti imprenditoriali «la possibilità di esercitare l’attività di commercio al dettaglio sulle aree pubbliche, nel rispetto del criterio della Direttiva che intende vietare discriminazioni sulla base della forma giuridica del prestatore di servizi».

Per Francesconi, però, è una scelta devastante. «Se apriranno i mercati alle multinazionali - dice - uccideranno il nostro settore. Penso a Forte, che io conosco bene: parte dei 200 banchi oggi presenti finirebbero nelle mani di grandi società, con conseguenze devastanti».

Contestato dagli esercenti anche il criterio della professionalità basata sugli anni, necessaria per potersi aggiudicare la licenza. Secondo quanto si legge nello schema d’intesa disegnato dal ministero, chi acquista un’impresa ambulante ne assimila anche l’anzianità. Il che annulla il vantaggio di chi c’era prima, anzi può ribaltarlo a proprio favore.

«Pronti a bloccare tutto». Francesconi teme proteste clamorose, se il nuovo quadro legislativo sul commercio in aree pubbliche dovesse essere questo. «Noi viviamo di questa attività da sempre - dice - chi la perderà, non saprà cosa fare. E sarà pronto a tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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