Attenzione
Red Bridge, striscioni contro la chiusura
Le mamme organizzano un presidio di protesta di fronte al Comune. «La crisi? Non la pagheranno i nostri figli»
PIETRASANTA. Una protesta ad alta voce, sotto il municipio, per contestare il sindaco Domenico Lombardi e la sua Giunta «che hanno deciso di chiudere, a partire da settembre, il Nido Red Bridge, a Ponterosso. Dicono in Comune che eravamo in due gatti all’ultima riunione? I due gatti saranno molti di più giovedì prossimo. Ci faremo sentire» rilanciano i genitori dei bambini, rappresentati da Michela Palagi, che hanno raccolto 900 firme di protesta contro una decisione «inaccettabile, perché si fanno economie di bilancio sui nostri figli».
Nel frattempo, sulla rete di recinzione dell’asilo nido ecco i primi striscioni a conferma di un clima di amarezza e malumore ribadito in una lettera indirizzata al primo cittadino. «Caro Sindaco, siamo mamme amareggiate, rabbiose, confuse e deluse. Amareggiate perché credevamo che comunque la chiusura dell’asilo fosse lontana. Che non fosse un mezzo per risolvere i problemi di bilancio del Comune. Rabbiose perché siamo convinte che comunque alla fine chi ci rimetterà da questa vicenda saranno i nostri bambini che si ritroveranno sbattuti in chissà quale altra struttura tra chissà quali altri insegnanti. Confuse perché a fine febbraio esplodemmo di gioia nel leggere sul Tirreno l'articolo in cui l’amministrazione affermava che non sarebbero stati chiusi gli asili di Ponterosso e Valdicastello. Deluse ci vuole poco ad immaginarlo. Cosa sarà del nostro amato asilo di Ponterosso? Lo sconforto quotidianamente aleggia tra le aule, le insegnanti sono demotivate. La Giocheria al posto del Nido? Tanto di cappello per le iniziative rivolte ai bambini che hanno dei problemi di ordine fisico/psichico. Ma nello stato attuale se ci sottrai un porto sicuro dove lasciare i nostri figli per poter andare a lavorare è davvero un gran bel problema. Altri genitori hanno iscritto i loro figli all’asilo nido di Ponterosso per tutta una serie di motivi logistici. Ci sono mamme che abitano a Seravezza e lavorano a Forte e per loro Ponterosso sarebbe il posto ideale, altre mamme che abitano a Querceta e lavorano a Pietrasanta. Durante un recente incontro che abbiamo organizzato sono emerse varie storie: la più toccante è stata quella di una mamma di Strettoia che oggi si trova persa. Ha affrontato diverse difficoltà nell’inserire il suo bambino poiché portatore di impianto cocleare; un bambino con difficoltà di socializzazione e di comunicazione; dopo diverse settimane di lavoro peculiare da parte delle insegnanti si è ambientato e ora riesce a giocare lavorare, collaborare e comunicare con maestre e compagni. La mamma ha affermato che non vorrebbe mai dover reinserire il bambino in un’altra struttura (sebbene l’asilo di Strettoia sia a pochi metri dalla sua abitazione) dopo aver constatato gli esiti brillanti dell’inserimento a Ponterosso». La lettera che si chiude con un appello a Lombardi. «Confidiamo in te, Sindaco, ripensaci: sappiamo che il tuo cuore gentile farà appello ad altre fonti tramite le quali poter far fronte ai problemi economici del Comune, ma non far pagare ai bambini il peso dello stato attuale delle cose».
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