Sicurezza
Pieraccini si dimette dalla Fondazione
Il vicepresidente lascia e sbatte la porta: «Lunardini ha promesso mare e monti e poi ha abbandonato la manifestazione»
VIAREGGIO. Ha aspettato il consiglio comunale di martedì sera, per capire se Luca Lunardini avrebbe superato o meno l'esame sfiducia. Poi, di fronte al prolungamento ormai certo dell'amministrazione Lunardini, ieri mattina ha deciso di consegnare la lettera di dimissioni anche da vicepresidente (e consigliere di indirizzo) della Fondazione Carnevale. Insomma, dopo aver provocato con le sue dimissioni da consigliere comunale la crisi che ha portato alle dimissioni - poi rientrate - di Lunardini, Renzo Pieraccini ha deciso di uscire definitivamente di scena. Anche se lo strappo con il Carnevale gli è sicuramente pesato molto di più che non quello con il consiglio comunale.
Pieraccini, il giorno dopo la sfiducia mancata al sindaco arrivano le sue dimissioni da vicepresidente della Fondazione Carnevale. Non è un caso, naturalmente…
«Direi proprio di no. Dopo quello che è accaduto martedì sera in consiglio comunale, è chiaro che l'amministrazione Lunardini andrà avanti nel suo cammino. Ebbene, di fronte a questo scenario sono io allora che mi faccio da parte. E' evidente che non ho più la fiducia del sindaco e di conseguenza me ne vado. E mi dimetto anche da consigliere di indirizzo del Carnevale proprio perché il mio distacco sia completo».
Cos'è che non le è andato giù di tutta questa storia?
«Non ho approvato il modo con cui l'amministrazione comunale si è comportata nei confronti del Carnevale. Ho provato grande delusione nel vedere che tutto quanto di buono era stato fatto in questi anni a Palazzo delle Muse - permettetemi l'espressione - era andato a puttane. La politica non ha saputo o voluto dare le risposte che doveva dare. Ha promesso mare e monti e poi ha abbandonato il Carnevale a se stesso».
In molti rimproverano a lei, ma anche al presidente Santini, di aver voluto tenere gli occhi chiusi, di non aver voluto vedere quanto accadeva. Come risponde?
«Rispondo dicendo che di fronte ad un sindaco che ti assicura che l'arrivo dei finanziamenti promessi è solo una questione di giorni e che i soldi ci sono, per il rispetto istituzionale che devo a colui che guida l'amministrazione comunale io ho il dovere di non mettere in dubbio le sue parole. Queste rassicurazioni erano state fatte ad ottobre, ma sono state continuamente ripetute anche durante l'intero periodo di Carnevale. Quando ho capito che il milione e 800mila euro non sarebbe mai arrivato, allora mi sono dimesso da consigliere comunale».
Sì, ma non da vicepresidente della Fondazione Carnevale. Perché?
«Perché ero comunque convinto che anche dopo l'amministrazione comunale avrebbe mantenuti gli impegni presi con la Fondazione Carnevale. E invece è passato un mese e non è stato fatto assolutamente niente. Anzi, anche la promessa di portare il bilancio comunale in approvazione entro il 30 aprile si sta rivelando un altro bluff».
Allora hanno ragione i carristi?
«I carristi hanno molte ragioni. La prima di tutte quando dicono che non ci sono prospettive per il futuro. Proprio in conseguenza delle promesse non mantenute dell'amministrazione comunale non si riesce ancora a chiudere l'edizione 2012, non si può programmare il Carnevale estivo, non si può pensare di scrivere il prossimo bando di concorso per il Carnevale 2013».
Al presidente Santini che si sente di dire? Anche lui dovrebbe dimettersi?
«Ad Alessandro va la mia solidarietà umana. E di certo in questa fase non lo invidio. Su ciò che dovrebbe fare non sono certo io a dovergli dispensare dei consigli. Rispetto a me, però, lui è più una figura politica e come tale credo che sia giusto che vada avanti. Io, invece, sono più un tecnico prestato alla politica. E di fronte a certe situazioni è venuto fuori il mio animo di tecnico».
Quattro anni a Palazzo delle Muse come vicepresidente della Fondazione. Di cosa va orgoglioso?
«Sono orgoglioso del mio primo anno a Palazzo delle Muse. Credo sia stato molto positivo anche perché ero animato da un grande entusiasmo. Finita quell'edizione ero pronto a farne subito un'altra di seguito...»
Cosa invece non rifarebbe?
«Il taglio alle scenette dei rioni con i ragazzi alla Canzonetta del Carnevale 2010. E anche la manifestazione di apertura non la rifarei allo stesso modo».
La storia d'amore fra Pieraccini e il Carnevale si chiude definitivamente?
«Intanto l'amore per il Carnevale resta e resterà. Adesso mi dedicherò più alla parte storica della manifestazione come facevo prima di entrare in Fondazione. Spero però che questo sia un arrivederci e non un addio. Comunque vada, però, non tornerò più nell'organizzazione del Carnevale con ruoli politici. Se mai vi farò rientro, sarà come tecnico».
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