Il Tirreno

Versilia

La Patrimonio: proposta votata in consiglio

La Patrimonio: proposta votata in consiglio

Il presidente Stefano Lazzari: serviva un fondo per fare fronte alle rimozioni a nostro carico

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VIAREGGIO. «C’è un regolamento che lo prevede» e l’introduzione della cauzione per il suolo pubblico è stata introdotta - ricorda Stefano Lazzari, presidente della Viareggio Patrimonio - «con l’approvazione dell’ultima variazione dello stesso Regolamento» passato dal consiglio comunale.

La cifra della cauzione fresca di introduzione applicazione - spiega Lazzari - «varia a seconda dei metri quadrati di superficie richiesti. E viene restituita quando il tiolare della concessione decida di non rinnovarla». A cosa è dovuta la decisione è presto detto: «In questo momento abbiamo otto rimozioni da eseguire di beni che insistono sul suolo pubblico senza averne diritto. Questo significa che la Viareggio Patrimonio si deve sobbarcare la rimozione del materiale ed il magazzinaggio. In questo modo abbiamo costituito un fondo per questo impiego».

Lazzari risponde anche sulla questione, sollevata dagli albergatori, dei pagamenti richiesti calcolando una Cosap con il raddoppio che Comune e associazioni di categoria avevano deciso di non applicare. «Tutti sanno che le tariffe 2012 sono quelle raddoppiate - spiega Lazzari -: la Giunta ed il sindaco, anche con un documento scritto, si sono impegnati a riportare in vigore le vecchie tariffe. Perché ciò sia possibile, però, è necessario effettuare una variazione al Regolamento».

Variazione che deve essere approvata dal consiglio comunale entro la data ultima (31 agosto) per l’approvazione del bilancio preventivo 20121.

«La variazione è in programma - assicura Lazzari -: entro un paio di riunione di Giunta dovrà essere approvata, così che il ragioniere capo del Comune abbia tutti i dati per poter correggere i conteggi».

Intanto, però - come denunciano le categorie - si pagano le cifre richieste con i conti fatti sulla Cosap raddoppiate. E poi, alla fine, si tireranno le somme del dare e dall’avere.

Intanto, però, molte attività commerciali hanno rinunciato proprio al pagamento del suo pubblico se non strettamente necessario. Qualche tavolo in più per offrire un servizio alla clientela non giustifica - di questi tempi - la spesa con le nuove tariffe.

Con buona pace della città turistica, accogliente, e via dicendo... (d.f.)

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