Il Tirreno

Versilia

Bagni all’asta, sfiorata la rissa

dall’inviato Matteo Tuccini
Bagni all’asta, sfiorata la rissa

I concessionari esasperati ora hanno davvero paura. Ma dai sindacati Sib e Fiba nessuna certezza nè proposte di intervento. E così il fronte dei titolari degli stabilimenti si divide sul da farsi

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ROMA. «Siamo stufi di essere presi in giro. C'è chi, in questa sala, aspetta di prendere gratis la concessione del vicino». Il balneare usa il microfono come un’accetta, tutt’intorno la temperatura è elevatissima. «Ancora una volta – urlano di rimando quelli del Comitato No alle aste, come un controcanto – non si conclude un bel nulla e si rimanda la questione di un paio di mesi. Basta, d’ora in avanti faremo da soli». I bagni più focosi, versiliesi in testa, ce l’hanno con i presidenti dei sindacati nazionali Riccardo Borgo (Sib) e Vincenzo Lardinelli (Fiba), che stanno parlando tra loro a una quindicina di metri di distanza. La manifestazione al Palacongressi di Roma per dire no alla messa a gara delle spiagge si è appena conclusa. E la sensazione è che l’esasperazione degli stabilimenti – provati da una battaglia sempre più complicata – sia giunta al suo zenit. Travolgendo tutto e tutti, a partire dai politici e finendo con i colleghi accusati di essere troppo morbidi. L’assemblea di 3 ore nel centro congressi del quartiere Eur segna un altro punto di non ritorno.

Troppe volte, in questi mesi, gli stabilimenti si sono visti sfilare di mano le concessioni demaniali dalle dichiarazioni dei ministri del governo tecnico di Mario Monti. Nonostante le smentite e le professioni di fede, i balneari sanno benissimo cosa sta succedendo. E anche a loro sono arrivate le voci che i ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero Milanesi stanno già scrivendo il decreto sull’assegnazione delle concessioni, in scadenza il 31 dicembre 2015. Licenze che, a quanto pare, saranno affidate tramite gare a evidenza pubblica. Ecco perché il nervosismo, ieri mattina, ha raggiunto i livelli di guardia. Niente risse, ma tanti “chiarimenti” faccia a faccia con il tono di chi non accetta più rinvii. E quando Borgo, leader del Sib, ha spiegato che «bisogna muoversi, a metà giugno faremo il punto della situazione», la contestazione è esplosa.

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