Il Tirreno

Versilia

Spiagge all’asta, è il giorno della protesta dei bagni

di Matteo Tuccini

Stabilimenti in assemblea al Palacongressi di Roma con oltre 100 sindaci L’obiettivo è farsi sentire dal governo Monti in vista del prossimo decreto

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VIAREGGIO. «Facciamoci sentire, ancora una volta». La battaglia - lunga ed estenuante - per tenersi le concessioni demaniali è al punto cruciale. Oggi i bagni si ritrovano a Roma, al Palacongressi del quartiere Eur, a partire dalle 11: un’assemblea, così viene definita, assieme a oltre 100 sindaci di località costiere. E qualcuno storce il naso perché voleva la manifestazione. Ma l’obiettivo resta il solito: dire no alla messa all’asta delle spiagge nel 2016, e soprattutto farsi ascoltare dal governo Monti. Prima che scriva il decreto sull’assegnazione delle concessioni demaniali marittime (ammesso che non l’abbia già fatto).

L’appuntamento di oggi, per la verità, presenta diversi punti interrogativi. Intanto le presenze: ci sono bagni che hanno già aperto, o stanno per aprire, e quindi avranno difficoltà a raggiungere i colleghi nella Capitale.

Poi c’è un aspetto, non secondario: la natura dell’appuntamento. I più oltranzisti, che si riconoscono nel Comitato No alle aste, hanno accettato di malavoglia una sede “distaccata” come il quartiere Eur. È ancora vivo il ricordo della protesta in piazza Navona, che poco meno di un anno fa dette risalto nazionale alla questione delle spiagge. E nei giorni scorsi si è sentito davvero di tutto: alcuni proponevano di sfilare comunque per Roma, dove le manifestazioni, peraltro, sono viste di cattivo occhio dalla giunta Alemanno (a meno che non si tratti dei tassisti che lo hanno votato). E si è sentito anche di un incredibile tuffo nella fontana di Trevi: improbabile.

Ma forse questi punti interrogativi sono il meno, rispetto al grande dubbio sul futuro degli stabilimenti balneari versiliesi (e italiani). Se davvero passerà la linea delle concessioni affidate tramite gare a evidenza pubblica, chi riuscirà a riprendersele? E se il governo accettasse quella che è una proposta fatta dagli stessi stabilimenti, e cioè la cosiddetta sdemanializzazione (la cessione al privato della parte dove ci sono le strutture)? Ifavorevoli dicono che è una via di scampo, tenuto conto che non si potrà tornare al passato. I contrari spiegano che l’acquisto di una parte di terreno demaniale non salva il cuore del business, cioè la spiaggia con ombrelloni e le sdraio. Oggi il confronto sarà anche su questo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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