Il Tirreno

Versilia

Mallegni, nuovo processo per gli abusi al Mondial

di Matteo Tuccini
Mallegni, nuovo processo per gli abusi al Mondial

Il gup ha deciso il rinvio a giudizio anche per la moglie. Sotto accusa i lavori al centro benessere a causa dello stop della Consulta alla legge della Brambilla

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PIETRASANTA. Massimo Mallegni e la moglie Paola Marucci andranno a processo per la vicenda del centro benessere dell’hotel Mondial. A deciderlo è il giudice di udienza preliminare del tribunale di Lucca, Marcella Spada Ricci. Per Mallegni e la Marucci l’accusa è di abuso edilizio; l’ex sindaco dovrà rispondere anche di abuso d’ufficio, perché gli viene contestato di aver partecipato alle votazioni per la variante alberghi quando era amministratore.

Prosciolti dalle accuse, invece, il progettista Enrico Cosci e il costruttore Papini. Per tutti, inoltre, cade l’accusa di violazione del vincolo paesaggistico.

La prima udienza del processo è stata fissata al 15 giugno.

La vicenda. A finire nel mirino degli inquirenti è la Spa dell’hotel Mondial a Tonfano di Mallegni e Marucci. Il centro benessere viene sequestrato nell’agosto del 2010: per la Procura i locali che lo ospitano, in realtà, dovevano essere utilizzati come lavanderia e ripostiglio. La Procura chiede il rinvio a giudizio, ma a fine gennaio scorso il tribunale rimanda il fascicolo indietro e chiede al pm di riformulare i capi d’accusa, condividendo le eccezioni presentate dai legali di Mallegni. La palla ritorna quindi al gup, con l’udienza fissata per ieri. Nel frattempo - è bene precisarlo - la Spa era stata dissequestrata da mesi.

La sentenza della Consulta. «Il caso ha voluto - spiega l’avvocato Sandro Guerra, difensore di Mallegni - che due settimane fa la Corte costituzionale, su ricorso della Regione Toscana, abbia cassato il Codice del turismo (promosso dall’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, ndr). La Corte, infatti, ha dato ragione a Firenze sul fatto che lo Stato non potesse legiferare su una materia di sua competenza».

Si dà il caso, però, che in questo Codice si diceva che il centro benessere di un hotel è parte integrante della struttura. «Anche la contestazione fatta a Mallegni a proposito dell’accesso dei clienti esterni alla Spa - dice Guerra - era perciò irricevibile. Il mio cliente aveva operato in piena aderenza alle norme in vigore». Come si sa, infatti, la legge messa a punto dalla Brambilla aveva liberalizzato completamente sia la ristorazione che gli altri servizi, mettendo gli hotel - che prima potevano offrire queste opportunità solo ai propri clienti - con le altre strutture. Ma la Consulta ha deciso, appunto, di cancellare queste norme.

«E così - dice l’avvocato Guerra - è stato inevitabile tenere conto di questa novità. Il giudice, infatti, ci ha dato la possibilità di chiarire con il dibattimento ogni aspetto di questa vicenda. E definire quella che per noi è l’assoluta correttezza dei comportamenti. Non a caso, ritengo, sono stati prosciolti due imputati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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