Il Tirreno

Versilia

Lunardini salvo in un clima da stadio

di Donatella Francesconi
Lunardini salvo in un clima da stadio

Bruno Puccinelli torna in maggioranza. In consiglio si fa sentire la voce dei giovani: «Il sindaco? Come un pugile suonato»

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VIAREGGIO. «Signor sindaco, vuole proseguire come un pugile martoriato sul ring, una zecca che resta attaccata alla città che non crede più in lei?». Se qualcosa di positivo ha raccontato il consiglio comunale di ieri che ha “salvato” Lunardini e la sua Giunta grazie alle “conversioni” dei consiglieri Bolognesi e Puccinelli, un piede dentro ed uno fuori dal Pdl, è che un gruppo di giovani si è formato nella politica cittadina. E ieri sera si è fatto sentire. Con le parole del consigliere del Pd, Leonardo Betti, con quelle di Romina Cortopassi (Sinistra Arcobaleno) che per l’ultimo anno di governo del centrodestra ha pronosticato «con questi numeri starete come d’autunno sugli alberi le foglie», con l’intervento di Chiara Romanini (Pd). «Stasera vorrei intervenire - ha iniziato Romanini - come fossi un elettore del sindaco nel 2008. Domandandomi se, nel 2012, un suo elettore confermerebbe o meno la fiducia concessale 4 anni fa. Vorrei focalizzare l’attenzione, signor sindaco, sulle sue promesse,,,su quell’idea di città che lei voleva trasmettere...Lei che prometteva una “Viareggio umile e tenace, orgogliosa e onesta, una Viareggio che ora è decisa e pronta a voltare pagina per tornare ad essere la “Perla del Tirreno”. Oggi mi chiedo: lei ha rivoluzionato davvero la politica viareggina? Lei ha segnato realmente un nuovo passo per la nostra città? Non le sto chiedendo quanti soldi ha trovato nei cassetti o quanti ne ha spesi: io le voglio chiedere se quel “cambiamento” lei si sente di averlo incarnato veramente. Lei che promise di abbassare le tasse, di pulire le pinete, di togliere i delinquenti, di abolire il Piano della sosta...Lei, può dire ai suoi elettori di aver realizzato il suo mandato esattamente come aveva promesso di fare?».

Convitato di pietra della serata, il commissario prefettizio. Il quale «a maggioranza raccogliticcia» ritrovata, per dirla con le parole dell’intervento di Milziade Caprili (Sinistra Arcobaleno) al momento starà alla larga da Viareggio. Visto come il demonio dal Pdl e come il male minore, invece, dall’opposizione che da ieri sera conta tra le proprie fila anche l’Udc con Paolo Spadaccini. «Una mozione di sfiducia si firma perché la politica ha un senso: noi vi sfiduciamo - così Milziade Caprili - e pensiamo di farlo in nome di molta gente della nostra città». Città che si è materializzata in consiglio con molti volti della politica e dell’associazionismo, ma anche con qualche cittadino che non ha voluto mancare l’appuntamento. Come ha sottolineato lo stesso Eugenio Vassalle (gruppo misto) nell’affermare che il voto che mancava alla sfiducia l’ha messo chi ha affollato il Municipio nella serata che ha visto protagonista uno Spadaccini che ha respinto con forza l’accusa di “traditore” rivoltagli dal capogruppo del Pdl, Maurizio Viani: «Siete capaci di fare il richiamo ai valori comuni solo quando la frittata è ormai fatta. Eppure, segnali ne avevamo dati. E l’Udc “chioccia” della maggioranza ha fatto comodo a tutti. Pensavate davvero che avrei dovuto ancora stare qui a dirigere il traffico e poi i movimenti li facevate voi? No, signor sindaco. Io voto sì alla sfiducia».

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