Sicurezza
Il collezionista di “santini” elettorali
Massimiliano Turba ne ha interi album: per ciascuno annota frasi celebri e “quotazioni” sulle preferenze
CAMAIORE. Di alcuni partiti ha già completato le rose. Di altri ha solo alcuni esponenti. Se la prende con la mancanza di uniformità nei formati, che rende difficoltosa la sua raccolta. Ma imperterrito continua a raccattare i singoli pezzi per completare l’album. È il collezionista di santini elettorali, o meglio “figurini” elettorali. Al secolo Massimiliano Turba, 40 anni, camaiorese doc. Dal 2007 raccoglie e colleziona le foto dei candidati al consiglio comunale di Camaiore.
«Meglio non parlare di santini elettorali, per motivi di par condicio. Di Santini in lista ce ne sono diversi. Io parlo di figurini elettorali…». Esordisce così Massimiliano Turba quando lo incontriamo al bar Del Dotto in via di Mezzo. In mano ha un album pieno zeppo di figurini elettorali. «Sono solo una parte - ci spiega - il grosso lo tengo a casa».
L’idea. La strana passione di Turba (appassionato e protagonista anche della realizzazione dei tappeti di segatura) nasce nel 2007. «Ho cominciato a raccattarne qua e la alcuni. Poi a collezionarli davvero. L’idea era di farne un album. Vendere le figurine, e col ricavato finanziare i partiti». Turba prende la politica come un gioco, o comunque con leggerezza. «Un conto sono le grandi questioni nazionali o europee, un conto è la politica di paese. Vogliamo davvero prenderci sul serio?». L’album poi non venne dato alle stampe. Ma Turba ci riprova per questa tornata elettorale. «Ne ho già quasi la metà. Ma è un impresa ardua, con oltre 350 candidati in corsa. Non solo. Ogni partito stampa i figurini di un formato diverso, quindi non è facile metterli insieme».
Pizzaballa. Come la famosa figurina introvabile della Panini, anche alcuni figurini elettorali sono più rari di altri. «Per alcuni - spiega Turba - basta andare nella sede di partito e raccoglierli tutti insieme, dal primo all’ultimo. Altri sono davvero introvabili. Li trovi nei bar, nelle edicole. Qualcuno per terra. Per questo ho “attivato” un paio di amici, a Lido e nelle frazioni, per aiutarmi nella collezione. Tra quelli più “famosi” mi manca ancora Alessandro Santini».
Quotazioni e frasi storiche. L’album di Turba&friends non vedrebbe certo solo la figurina del protagonista politico. «Le corrediamo con le quotazioni pre-elezioni, e con i voti raccolti. Ovviamente ognuno di loro avrà la citazione della propria “sparata” elettorale». Sparata elettorale? «Certo, tutti i candidati ne dicono una. Io seguo i loro comizi e me le appunto. Un esempio? Carlo Alberto Carrai (candidato per la lista Pezzini, ndr) ha già detto che porterà i tappeti di segatura a Manhattan».
Formali proteste. I “figurini” elettorali che Turba proprio non sopporta sono quelli dove non appare la faccia del candidato. «Sel e Idv li hanno fatti quasi tutti anonimi. Non va bene. Primo perché la mia collezione viene compromessa - scherza Turba - e poi perché, ripeto, qui siamo a Camaiore, questo è un paese. Un nome e un cognome può non dire niente. Ma se vedo un viso di sicuro io, o qualche mio amico, ne sa vita, morte e miracoli».
Amardord. Alcuni figurini della raccolta 2007 riappaiono nel 2012. «Un esempio lampante è Giuseppe Bartelloni del Psi - dice Turba - se si va a ritroso si trovano decine di suoi figurini, sempre con un partito diverso».
Brutti, sporchi e cattivi. L’ironia di Massimiliano Turba si ritrova anche sul suo profilo facebook. Lì infatti, in attesa della pubblicazione dell’album, ha cominciato, giorno dopo giorno, a pubblicare i “figurini”. Accompagnandoli, ovviamente, con commenti scherzosi. Del tipo: «votatelo, perché su’ ma’ mi ferma tutte le mattine». Oppure: «Date il vostro voto a lui, perché il mio edicolante dice che è un bravo ragazzo». E così, per continuare la goliardata, c’ha messo il carico. E ha cominciato a pubblicare anche altri figurini di una fantomatica lista “Brutti, sporchi e cattivi” (che ovviamente non concorrerà alle elezioni). «È una raccolta di personaggi storici di Camaiore, di cui troppo spesso ci si dimentica. Stiamo scherzando, è ovvio - ci strizza l’occhio Massimiliano - ma contiamo di prendere almeno un voto alle elezioni. In lista ovviamente ci sarò anche io».
Il “muro del pianto”. Quando deve trovare l'ispirazione Turba, ovviamente, va al Bar Cecchi. «Lì trovo quello che ho ribattezzato il muro del pianto», dice Turba. Una intera parete del bar infatti è dedicata ai “figurini elettorali”.
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