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I furti di rame mettono in ginocchio le Fs

I furti di rame mettono in ginocchio le Fs

Ieri mattina l’ennesimo colpo lungo i binari a Torre del Lago manda in tilt il traffico ferroviario fra Viareggio e Pisa

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VIAREGGIO. Altro che le proteste dei No Tav. Per mettere in ginocchio Trenitalia e paralizzare il traffico ferroviario bastano dei banalissimi ladri di rame. In pochi giorni, infatti, quattro furti di cavi lungo i binari hanno provocato ritardi (se non addirittura la cancellazione) per ben quarantuno treni. Facendo fare una vita d’inferno a centinaia e centinaia di lavoratori pendolari e studenti universitari costretti a muoversi in treno.

L’ultima serie di ritardi è di ieri mattina. Un furto di cavi di rame avvenuto nei pressi della stazione di Torre del Lago ha infatti rallentato la circolazione ferroviaria sulla linea Genova-Roma. In un’ora - dalle 10,15 alle 11,15 - la tratta che va da Viareggio a La Spezia è andata fuori uso coinvolgendo tre treni a lunga percorrenza e due regionali, con ritardi compresi tra i dieci e i sessanta minuti.

Ma peggio, nei giorni scorsi, era andata sulla linea Firenze-Lucca-Viareggio. Per tre furti messi a segno nello spazio temporale di poche ore lungo la tratta fra Viareggio e Massarosa i treni che hanno subito ritardi o cancellazioni sono stati trentasei. Con quello che ne consegue a livello di caos per il traffico ferroviario da Viareggio a Firenze.

Il fatto che il furto di un cavo di rame metta in crisi il traffico ferroviaria non deve stupire. Infatti - come spiega Trenitalia - in occasione di furti (o tentativi di furto) di cavi di rame, i segnali ferroviari si predispongano immediatamente al rosso obbligando i treni a fermarsi e a riprendere la marcia a velocità ridotta. Questo serve infatti a garantire la sicurezza lungo la linea e quindi l'incolumità dei viaggiatori.

Quello che è più difficile comprendere (e accettare) è che in poche ore si riescano a mettere a segno quattro furti di rame in pochi chilometri di linea ferroviaria con i responsabili che riescono a farla franca.

Da un punto di vista prettamente economico, il danno per le ferrovie non è elevato. Per quanto il rame sia un materiale di discreto valore e facilmente piazzabile sul mercato nero parallelo (non a caso è stato ribattezzato l’oro rosso), il bottino è generalmente sull’ordine di poche centinaia di euro. Ben più gravi sono però i disagi per i malcapitati viaggiatori, costretti a lunghe attese prima che la linea venga ripristinata. Ma evidentemente questo non basta a garantire controlli sufficienti per scoraggiare questi furti. Che continuano a ripetersi con sempre maggior preoccupante frequenza.

Claudio Vecoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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