Il Tirreno

Versilia

il sindaco

«Finisco ciò che ho iniziato»

«Finisco ciò che ho iniziato»

Ma ora si fa sentire la pressione della “fronda” nel Pdl

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «C'è chi in questi giorni, alcuni con sincero affetto, altri con astio e livore anche offensivi, mi ha detto se non mi convenisse abbandonare la lotta che da quattro lunghi anni stavo portando avanti per evitare l'arrivo di un commissario prefettizio e, soprattutto, una lotta tenace per trovare strade, percorsi, che pur nelle difficoltà interne ed esterne, potessero restituire alla città quello che nei decenni ha smarrito». Sono le parole di Luca Lunardini, che del consiglio di ieri sera ha ascoltato tutti gli interventi: «A costoro - spiega - ho risposto che a spingermi a proseguire era quello stesso senso del dovere e di responsabilità (che avevano impedito, nei primi mesi del mio mandato, come alcuni già allora suggerivano a fronte di una situazione difficilissima, di "riportar subito le chiavi al Prefetto" e di far commissariare la città con tutte le note, notissime, ricadute. Un commissariamento che, oggi come allora, poco davvero di positivo poteva e può avere».

Sull sfondo della crisi che rientra c’è lo spettro del commissario che il Pdl agita con maestria da giorni, gli stessi della “trattative” post dimissioni di Lunardini. Quando la linea della maggioranza stretta intorno al primo cittadino è stata quella di scegliere una navigazione “a vista”. Una scelta che Lunardini rivendica: «Non sono a chiedere epocali cambiamenti o ripensamenti di alleanze politiche o partitiche, non sarebbe il tempo né il momento storico. Né mi illudo che una riflessione ad alta voce come questa, sia pure diretta e chiara e scevra da qualsivoglia interesse personale, possa modificare indirizzi assunti da partiti di riferimento nazionale. Né sentirete richiamarmi, eppure sarebbe facile, al mandato popolare che le stesse forze politiche avevano avuto nel 2008 dagli elettori. Ma se il ruolo delle forze politiche è, e deve rimanere chiaro, senza inciuci nè svilenti compromessi, rimane la convinzione che per questa città sia utile cercare di portare a termine alcuni percorsi iniziati. E non mi riferisco solo a quanto prima velocemente ricordato, ma soprattutto a passaggi di squisita competenza consiliare come il bilancio, faticosissimo ma con l'obiettivo prioritario di contenere ogni forma peggiorativa di tassazione e l'approvazione del regolamento urbanistico certamente uno dei possibili volani per l'economia cittadina. Questo, e altro non potrebbe essere, è quando propongo a quest'aula».

Ma proprio sul bilancio Lunardini rischia di tornare a “bere”: Bolognesi resta fedele al Pdl ma chiede la luna: 4 assessori in meno, il taglio dei gettoni nelle partecipate, 5 punti di governo sui quali aprire anche alla minoranza. Se Giovanni Santini non cede lo scettro del Pdl al senatore Baldini chinando la testa davanti alle richieste di Bolognesi, lo stesso non voterà il bilancio. Punto sul quale parole e cifre forti hanno ricordati i consiglieri del Pd, Batistini e Palestini. Il primo parlando di «finanza creativa con 37 milioni di entrate promesse e non concretizzate»; il secondo ricordando un passato di disavanzi da fare tremare le vene ai polsi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web