Il dolore
Sfiducia al sindaco, Lunardini resiste
Le previsioni danno parità. La maggioranza incassa il sì di Bolognesi e Di Santo. Puccinelli invece si astiene
VIAREGGIO. “Siam fermi, di fronte, è il momento sincero, qualcuno tra noi due ha chiuso davvero...”: era Carosello lo scenario della sfida western tra Gringo e Black Jack che finiva con una scorpacciata della carne in scatola pubblicizzata. Senza che nessuno si facesse del male. Come questa sera, in consiglio comunale, dove va in scena il voto di sfiducia al sindaco Lunardini. Quindici a quindici è la previsione: a farsi male solo la città che esce da oltre un mese di riposizionamenti politici che hanno un senso solo in vista delle elezioni amministrative del 2013.
Protagonisti veri della sfida sono il sindaco Luca Lunardini, eletto nel 2008 facendo il pieno dei voti anti Marcucci (nel senso di Marco, sidnaco a Viareggio per dieci anni) ed il presidente del consiglio comunale, Paolo Spadaccini, esponente di quell’Udc che ha provato a staccare la spina a Lunardini ed ai suoi assessori, aprendo nel Pdl di Giovanni Santini (coordinatore provinciale) quella faida familiare che la schiacciante vittoria che ha portato Lunardini in Muncipio aveva in parte sopito.
Lo si capisce bene nelle parole di Alessandro Bolognesi; un passato da assessore, oggi consigliere comunale nelle liste del Pdl, vicino al senatore Massimo Baldini insieme al quale ha annunciato una lista civica tra un anno: «Una lista civica che guarda al centrodestra. E non posso essere io che affosso il governo del centrodestra in città». Bolognesi sarà in consiglio questa sera e voterà contro la mozione di sfiducia al sindaco: «Ci sarò, interverrò - spiega - e dirò quello che penso. Elencherò gli errori, non mancherò di dire al sindaco Lunardini che ha trascorso questi quattro anni tra le mani di un burattinaio che l’ha distrutto. A Viareggio non serve un commissario prefettizio: perché la città ha già un commissario, ed è Giovanni Santini».
Quel Giovanni Santini che, nell’ultimo incontro con i consiglieri comunali sul finire della scorsa settimana, avrebbe annunciati di voler gettare la spugna per quanto riguarda il “controllo” su Viareggio a causa delle concessioni che il sindaco avrebbe fatto proprio a Bolognesi e a quella parte di Pdl che si riconosce nel senatore Massimo Baldini. Il quale, dagli Stati Uniti, fa sapere: «A chi mi sollecita rispondo sempre che sono un parlamentare del Pdl. Per il resto sto a guardare: è tutto un divenire...».
Si asterrà, invece, Bruno Puccinelli, passato dal Pdl al gruppo misto, con una “simpatia” a Fli che sembra sfumata anche se di aderire alla Lega, come sembrava in un primo momento, non se ne parla più: «Spiegherò che la mia astensione è motivata non nei confronti del sindaco, ma del suo esecutivo. Resto fermo nel mio scopo: quello di un invito al sindaco a mettere mani ai cambiamenti richiesti, a modificare la rotta insomma. A buon intenditore poche parole...».
Voto a favore di Lunardini, e dunque contro la mozione di sfiducia, quello del consigliere Michele Di Santo: passato dal Pdl all’Udc, al fianco di Spadaccini quando la rottura con la maggioranza si è determinato, firmatario di una durissima lettera diretta proprio al primo cittadino, improvvisamnete migrato alla Democrazia Cristina di Ginetto Sugliano, già presidente di Mover nei primi anni di governo Lunardini. «Ci aspettiamo un cambio di rotta - spiega proprio Sugliano che nei giorni scorsi ha avuto un incontro con Giovanni Santini e non nega l’intenzione di presentare una lista Dc per il 2013 -. Ci attendiamo, per esempio, che Lunardini non decida di mettere l’Imu al massimo. Abbiamo un anno di tempo per dare risultati a questa città. Sapendo che il sindaco e la sua amministrazione possono cadere in ogni minuto».
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