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di Irene Arquint

PIANO DI MOMMIO. Da quattro anni al bar dei fratelli Da Prato soffia aria nuova. Il locale sulla Sarzanese è stato ristrutturato nei colori e negli arredi, portando modernità senza rinunciare a quel...

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PIANO DI MOMMIO. Da quattro anni al bar dei fratelli Da Prato soffia aria nuova. Il locale sulla Sarzanese è stato ristrutturato nei colori e negli arredi, portando modernità senza rinunciare a quel sobrio attaccamento alla tradizione. Il rivestimento in legno del bancone è ancora quello voluto da babbo Lorenzo, mentre nei colori e nei materiali si è guardato al futuro.

«Quando abbiamo deciso di svecchiare l'arredo siamo partiti dalla priorità di attivare nuovamente il caminetto. C'è sempre stato, ricordo le caramelle che mi gettava la Befana - racconta Maria Emilia Da Prato, titolare insieme al fratello Antonio - è rimasto inattivo per qualche tempo, ma la scelta di riportarlo alla luce è stata felice, perché quello è un angolo che piace molto ai clienti».

Il Renzo sta lì, sulla Sarzanese da oltre metà secolo. «Abbiamo festeggiato le 50 primavere tre anni fa. C'erano la porchetta, le pizze, la musica, da bere per tutti, proprio come ad Halloween quando in occasione del compleanno di Antonio organizziamo ogni anno un evento. Siamo una grande famiglia, la maggior parte dei clienti vive il bar come un pezzetto della propria storia».

Perché al Renzo, fondato nel luglio del 1959 da mamma Rosina e babbo Lorenzo scomparso nel 2004, si va ancora con lo spirito di un tempo: per la colazione, il rito della partita a carte nel pomeriggio e l'aperitivo del pre-dinner. C'è addirittura chi, come Miè (operaio in pensione dei cantieri di Viareggio), nonostante non abbia più l'obbligo di recarsi al lavoro, non rinuncia al rito di una vita, presentandosi puntuale ogni mattina ad inaugurare la giornata del bar con un caffè. Il pezzo forte della colazione sono sfoglie e brioche alla crema, fornite da una pasticceria di Lido di Camaiore. Seguono le focaccine farcite da Antonio qualche minuto prima di aprire, alle 6 in punto. Integrali con bresaola formaggio morbido e insalata, classiche con tonno, cipolline e maionese. Dal pomeriggio fino a chiusura la saletta dedicata al gioco si anima per la sfida a carte: tressette, briscola, scopa e i ragazzi si uniscono volentieri agli anziani.

«Il nostro è un autentico ritrovo di paese. Un luogo dove c'è ancora la "sfottina" e si fa a gara ad accaparrarsi il giornale - aggiunge Maria Emilia - Il lunedì mattina è tutto un prendersi in giro sulla squadra del cuore. Un po' di cambiamenti nel tempo li abbiamo apportati, come la decisione di anticipare leggermente l'apertura, facendo altrettanto con l'orario di chiusura. Altrimenti non vivremmo più».

Anche il ristorante è stato dato in gestione. Mentre l'aperitivo non si tocca, con tanto di bancone imbandito a partire dalle 17.30 e il cocktail Renzo (gin, Martini rosso, dry e angostura) in pole position per i cultori del bere miscelato.

«Siamo orgogliosamente un bar tradizionale, i clienti sono quelli di una vita, amanti del caffè e del cappuccino classico. Cerchiamo di tenere tutto, per offrire il massimo»

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