Sicurezza
Supermercato aperto grazie ai precari
Una giornata alla Pam senza i dipendenti in sciopero. Ma al lavoro ci sono gli interinali: «Noi siamo di un altro mondo»
VIAREGGIO. «Noi siamo quelli dell’altra parte». La donna con la divisa da supermercato usa questa frase, per spiegare il perché lei si trovi al lavoro e non a casa. La politica e le opinioni personali qui non c’entrano: nel nostro mondo, fa capire lei, la legge è quella della sopravvivenza. Una realtà parallela a quella dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, in cui bisogna fare i conti con la necessità di conquistarsi il posto ogni giorno. E, di fatto, le è quasi impossibile considerare lo sciopero come una possibilità. Quella, infatti, è roba per l’ “altra parte”, cioè i colleghi garantiti.
Lo sciopero. È una domenica un po’ strana, quella della Pam di largo Risorgimento. Uno dei supermercati più conosciuti e frequentati della città, da tempo aperto anche nei festivi. Ma che ieri vedeva alle casse e dietro ai banconi solo i dipendenti assunti tramite agenzie interinali. I precari, insomma. Gli altri, infatti, sono rimasti a casa. E così le casse aperte erano solo 4.
In tanti hanno scioperato contro la decisione dell’azienda di non pagare il turno domenicale come straordinario, ma come giorno feriale. Una decisione che si è accompagnata alla campagna di assunzioni di giovani studenti per le aperture domenicali, pubblicizzata anche attraverso i giornali. E che ha fatto imbufalire dipendenti e sindacati. Anche perché, è stato ricordato nel comunicato di ieri, a Viareggio sono previsti due licenziamenti.
E allora, braccia incrociate. Con i sindacati che hanno presentato un maxi-esposto a Procura, prefettura e ispettorato del lavoro. «Non consideriamo giusto tenere aperto il supermarket solo con gli interinali». E la protesta continuerà, fino al 1° maggio.
La guerra tra poveri. Chiunque sia stato precario, sa che l’idea di protestare per qualcosa che magari è giusto, ma non lo riguarda, è un lusso. E il mondo del lavoro, oggi, non aiuta di certo: divide le persone in vasi non comunicanti. Anzi, le porta ad avere interessi contrapposti.
La rabbia dei dipendenti di Pam - una quarantina quelli che lavorano a Viareggio - per una situazione che considerano non più sostenibile e per una politica di tagli degli stipendi ritenuta inaccettabile, è legittima. Ma fa riflettere che la voce di assunzioni domenicali, con un compenso di 100 euro al giorno diventi benzina sul fuoco. Perché mette l’uno contro l’altro chi, in realtà, non avrebbe motivo per farsi la guerra a vicenda. Anche se il futuro è chiaro: le garanzie oggi previste per alcuni andranno a morire. E c’è chi, come i giovani, è già abituato all’idea: in 4mila si sono offerti a Pam.
La battaglia continua. La Pam, infatti, prosegue la propria politica di assunzioni domenicali per studenti in tutta Italia. Per il momento in Versilia non ne sono previste. Ma la vicenda è solo all’inizio.
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