Il Tirreno

Versilia

Elezioni, Grillo conquista Forte: partecipate con noi

di Donatella Francesconi
Elezioni, Grillo conquista Forte: partecipate con noi

Piazza piena ed applausi per il Movimento Cinque stelle che candida David Lucii con una squadra di giovani

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FORTE. «Bisogna rifare il mondo...non l a politica...». Va dritto al bersagli più alto Beppe Grillo, che all’ombra del Fortino riempie la piazza in un pomeriggio sonnacchioso, di quelli “esco-non esco”. Ma Forte ha scelto di non mancare l’appuntamento. E ha accolto Grillo ed il suo Movimento “Cinque stelle” (candidato a sindaco David Lucii) con applausi a scena aperta. Rifare il mondo, «perché bisogna cominciare a pensare cosa produrre, quanto, cosa è una banca...». Che c’azzecca con la campagna elettorale di un comune come Forte è presto detto: «Non c’è più un’idea che non abbia dentro il cemento». Dentro il mattone e fuori i cittadini.

Ai quali il Movimento di Beppe Grillo fa una sola promessa: «Entrare in Municipio con i nostri eletti significa fare entrare tutti nei luoghi dove si fanno gli affari. E mettere dentro progetti, novità...».

Le parole chiave sono quelle di sempre: zero cemento acqua pubblica, energie rinnovabili, raccolta differenziata per arrivare all’obiettivo “rifiuti zero”, accesso alla Rete libero per tutti. Rete lungo la quale far viaggiare il messaggio, i contenuti del Movimento, ma anche tutto quanto i “grillini” di tutta Italia vanno girando armati di telefonini e videocamere. Con il rischio dell’autoreferenzialità. Perché quando la realtà si presenta dura e cruda nell’agguerrita figura di Luciana Beretti, che nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 ha perso il figlio Federico e la sua giovane moglie, Elena, non basta raccomandare «fate un video e mettiamo sul sito» per aver contribuito a che un massacro del genere non accada mai più. Un momento inteso e drammatico, il faccia a faccia tra Beppe Grillo e la signora Beretti, residente a Ripa. La quale ha ricordato come i familiari delle vittime della strage di Viareggio «da un anno e mezzo chiedano di essere ricevuti invano dal presidente della Repubblica».

Politica e antipolitica: il dibattito nazionale tocca anche le elezioni locali, là dove si presentano i “grillini” o magari le liste civiche. «Questa è gente che ti ruba la vita...devono andare via». grida Grillo dal palco. Il riferimento è ai partiti: «Pd e Pdl sanno che sono morti. Stanno precipitando nei sondaggi...Già adesso, con tutti contro, siamo la terza forza politica del Paese... Se fanno lo sbarramento al dieci pere cento rischiano di non entrare loro nel Parlamento... ». La conclusione è una sola, davanti alla scheda elettorale: «Salto nel buio con noi o suicidio assistito...».

A strappare gli applausi più convinti è il “repertorio” di Beppe Grillo, meno politico e più teatrale. I soprannomi affibbiati ai personaggi della politica e dell’economia nazionale sono di quelli che lasciano il segno. Perché Mario Monti diventa “Rigor Monti” («Un ragioniere che ci sta svendendo») e Sergio Marchionne, ad della Fiat, si trasforma nel signor “Minchionne”, uno con lo stipendio «di mille volte superiore a quello di un suo operaio» anche nelle traversie della azienda automobilistica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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