Sicurezza
Rivola ritira le sanzioni a Strippoli
Ma restano i procedimenti disciplinari. In Tribunale il 3 maggio
VIAREGGIO. Il 3 maggio torneranno a fronteggiarsi in Tribunale: da una parte il comandante della polizia municipale, Vincenzo Strippoli, dall’altra il sindaco ed il direttore generale del Comune, Edoardo Rivola. Causa davanti al giudice del lavoro per i provvedimenti disciplinari comminati da Rivola a Strippoli. Provvedimenti con sazioni che Rivola ha ritenuto di ritirare, in tre casi, perché «comminate - spiega il direttore generale - con due giorni di ritardo». Negli ultimi 30 anni - evidenzia Rivola - a Viareggio non c’è stato «alcun provvedimento disciplinare a carico di dirigenti del Comune. Quindi gli uffici hanno dovuto imparare sul campo. Ma l’annullamento non entra nel merito e pertanto non riguarda le contestazioni dei fatti che troveranno il loro seguito effettivo nell’ambito della valutazione del dirigente e quindi della parte variabile della retribuzione. Valutazione che entro fine mese sarà chiusa e resa pubblica. La sanzione - conclude Rivola - rappresenta un aspetto secondario dato il valore simbolico di poche centinaia di euro. Mentre la contestazione dei fatti incide nel processo di valutazione con effetti che possono essere anche assai più impattanti».
Di quali contestazioni si sia trattato lo spiega lo stesso Strippoli in una nota firmata “il Comando della polizia municipale”: «Presunte scorrettezze verso l’assessore Pastechi (con delega alla polizia municipale ndr) in occasione dell’attivazione della nuova viabilità durante la costruzione della rotatoria alla Bufalina; un danno di immagine che sarebbe derivato dalla solidarietà prestata dal comandante all’agente di polizia municipale aggredito da un assessore di questa amministrazione comunale in seguito rinviato a giudizio; un’ipotesi di mancata ottemperanza all’invito ad una seduta del consiglio comunale».
Strippoli mette in evidenza come «il direttore generale abbia motivato gli annullamenti sulla base di propri errori formali che avrebbe dovuto tenere di conto prima di emettere provvedimenti sanzionatori tutti e tre comportanti l’applicazione del massimo della sanzione. Inoltre, i provvedimenti di annullamento non dispongono la restituzione al comandante degli importi indebitamente decurtati dalla retribuzione a titolo di sanzione disciplinare». Per cui «il comandante conferma quindi che le proprie richieste al giudice del lavoro rimangono immutate». (d.f.)
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