Il dolore
Pucciniano, il teatro passa al Comune
Così nell’ipotesi di accordo con il quale l’amministrazione ricapitalizza la Fondazione lirica presieduta da Spadaccini
VIAREGGIO. C’è la cessione al Comune del Gran teatro della lirica negli accordi che porterebbero alla Fondazione Festival pucciniano una serie di beni necessari a quella ricapitalizzazione senza la quale chiudere il bilancio 2011 sembra impossibile. Questo è emerso nella riunione congiunta di consiglio di indirizzo e consiglio di amministrazione della Fondazione Carnevale che si è tenuta venerdì pomeriggio.
La Fondazione del presidente Paolo Spadaccini ha proposto al Comune il conferimento di alcuni immobili già in uso alla stessa Fondazione (indicati in rosso nella cartina che pubblichiamo in questa pagina) e che rientrano nell’area oggetto del diritto di superficie come da accordi con il Comune risalenti ormai al 2001. Tra i beni ci sono anche le centrali termiche, di pertinenza degli immobili in questione, che la Fondazione ha intenzione di trasformare in impianti fotovoltaici per un risparmio sull’energia elettrica stimato in 40mila euro l’anno.
Per quanto riguarda gli immobili che si trovano vicino al porticciolo, l’utilizzo previsto è a rimessaggio. Mentre quelli a Nord della biglietteria potranno servire per attività di vario tipo, sia al servizio della didattica che per scopi legati alla natura circostante che tanta attenzione turistica crea.
Ancora nella cartina, in verde sono indicati i terreni e gli edifici dell’esproprio Caproni. Comprensivi dell’isolotto dellto di “Folon”, per il quale l’amministrazione Marcucci coltivava grandi progetti. Ma anche dell’area che è riservata al collegamento con la nuova Variante: un lavoro mai finito, per il quale i costi non sono esagerati, ma che va contato tra le tante “incompiute” che Viareggio deve sopportare. In questa parte di territorio potrebbe vedere la luce anche un parcheggio che risolverebbe per sempre il problema più pesante per il Festival lirico: la fuga prima dell’ultima nota per non trovarsi imbottigliati nel traffico di viale Puccini.
Alcuni capannoni che completano il “lotto” in questione sarebbero riservati a magazzini per le scenografie.
A proposito di parcheggi, come già scritto dal “Tirreno”, nella trattativa è compreso anche il parcheggio cosiddetto ex Posada (blu nella piantina): ci stanno 120 mezzi e la Fondazione ha in mente di poterlo gestire direttamente (ma la Mover, invece, che ne pensa?).
C’è poi una piccola penisola (anche questa indicata in blu) che si trova sul Piazzale Belvedere e costeggia il Porticciolo: le banchine (in celeste) sono già della Fondazione. Che oggi chiede anche lo spazio dove si attesta il ponte di ingresso al teatro.
Stime ufficiali, nel senso delle carte necessarie a che il passaggio dei beni sia operativo, al momento non ce ne sono. Anche se il presidente Spadaccini, nel dettare la tabella di marcia, ha messo fretta al sindaco e agli uffici del ragionieri capo Maurizio Nieri, affinchè l’intera operazione possa essere conclusa per la fine di aprile. Portando nelle casse della Fondazione una ricapitalizzazione stimata in 1 milione e 800mila euro.
Resta, tutta aperta, la questione di come finanziare la stagione 2012. Se non arriveranno i fondi che il ministero della cultura ha promesso di cercare (e magari trovare) sarà dura andare in scena.
Tanto che questa potrebbe essere la settimana dello sciopero dei dipendenti della Fondazione, come già annunciato.
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