Sicurezza
Il cavallo? Era scappato per la paura
Parla Angelo Gérard: «E’ fuggito per non entrare in mare». Ma ora il padrone dell’animale rischia una multa salata
TORRE DEL LAGO. Ha fatto trascorrere la notte in bianco a decine di persone fra poliziotti, vigili urbani, pompieri e carabinieri che temevano che dietro quel cavallo “scosso” che si aggirava all'ora di cena in via dei Comparini si potesse nascondere una tragedia. E che avevano battuto palmo a palmo la Pineta di Levante e la spiaggia che da Torre del Lago arriva fino al porto temendo che il cavaliere avesse accusato un malore o fosse stato disarcionato battendo poi la testa. Invece l'animale – un “castrone” di quattordici anni di nome Kill Barry – era semplicemente scappato al padrone quando questi aveva cercato di farlo entrare in mare. Senza che però il proprietario avvisasse nessuno della fuga del cavallo.
Del “procurato allarme” di cui si è reso involontariamente protagonista, però, Angelo Maria Gérard, quarant'anni, torrelaghese, non si è proprio reso conto. Fino a ieri mattina, quando ha scoperto che il suo Kill Barry era custodito nel maneggio di via dei Comparini e che la polizia lo aveva convocato in commissariato per avere chiarimenti su quanto accaduto. “Onestamente non mi era neppure passato per l'anticamera del cervello che la fuga del cavallo potesse creare uno scompiglio del genere”. Una sottovalutazione che potrebbe adesso costargli una contravvenzione assai salata per abbandono di animale.
Tutto è cominciato nel tardo pomeriggio di venerdì. Quando Angelo Gérard ha fatto una passeggiata con il cavallo fin sulla spiaggia al confine fra Torre del Lago e Marina di Vecchiano. “Era ormai l'ora del tramonto – racconta - e così ho pensato di far entrare Kill Barry in mare. Sarebbe stato una sorta di battesimo, visto che fino ad ora non aveva mai provato questa esperienza che invece è estremamente salutare per i cavalli. Quando sono sceso e ho cercato di trascinarlo in acqua, però, ha cominciato a ribellarsi. Ed è riuscito a sfuggirmi. No, non era spaventato. Ma si è allontanato in direzione di Viareggio senza che riuscissi a raggiungerlo. Per un po' ho provato a stargli dietro, facendomi un bel pezzo a piedi. Poi però l'ho perso di vista”.
Gérard non ha pensato però che il cavallo potesse costituire da una parte un pericolo per chi se lo fosse trovato di fronte all'improvviso (e attraversando il viale dei Tigli ha effettivamente rischiato di provocare un incidente stradale) e dall'altra un elemento di potenziale allarme (e infatti per tutta la notte si è temuto che il proprietario potesse essere intrappolato – se non morto – all'interno della Pineta o sulla spiaggia). “Non ho pensato di dare l'allarme – si giustifica - perché il mio cavallo è un animale molto buono e a mio giudizio non c'era da temere che potesse far del male a qualcuno. Avevo pensato di tornare a cercarlo la mattina seguente, convinto di ritrovarlo sulla spiaggia. Ora, con il senno di poi, forse mi comporterei diversamente...”
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
