Il Tirreno

Versilia

Quarantacinque morti tra fine 2010 e 2011

Quarantacinque morti tra fine 2010 e 2011

Il dato reso noto da Stefano Benedetti è confermato dalla Asl: percentuale inferiore a quella nazionale

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Quarantacinque morti tra chirurgia e rianimazione (post intervento chirurgico) nel 2011: è il dato reso noto nei giorni scorsi dal consigliere comunale di Massa, Stefano Benedetti. Dato confermato ieri mattina dall’Azienda sanitaria nell’incontro con l’onorevole del Pdl, Lucio Barani. «Un dato di mortalità che si attesta sullo 0,58% degli interventi eseguiti - spiega il direttore generale Giancarlo Sassoli -: una percentuale al di sotto di quella nazionale». Alle dichiarazioni di Sassoli si aggiungono quelle di Antonio Latella, direttore sanitario dell’Asl Versilia: «Quando non mi dicono di cosa è morto un paziente dispongono sempre i riscontri diagnostici. Perché non voglio che vi sia decesso per il quale non si individui la causa».

Resta il fatto che su 15mila interventi eseguiti in un anno, per 45 famiglie di altrettanti pazienti restano il dolore ed i dubbi sulla morte dei propri cari. Così undici familiari di altrettanti casi di decessi post operatori hanno consegnato storie e perplessità allo stesso Benedetti. Il quale racconta la storia di una donna di 75 anni, entrata all’ospedale Versilia senza aver mai sofferto di gravi patologie e morta dopo l’operazione di rimozione di un polipo all’intestino «perchè si era strappato un punto interno, dato manualmente, come è venuta a sapere la figlia da alcuni medici presenti in sala operatoria». Quasi tutti coloro che si sono fatti avanti, racconta il consigliere comunale di Massa, «hanno parlato di punti che hanno ceduto e hanno confermato che alla maggior parte degli interventi era presente il dottor Marco Arganini», che di chirurgia è il primario.

«Ora non rimane che indagare a fondo - commenta Benedetti - per capire se è il caso di affidare la questione alla Commissione parlamentare oppure di presentare delle denunce alla Procura della Repubblica. Invito tutti coloro che sono interessati a trasmettermi la propria testimonianza: perchè, accertato che ne sussistono i presupposti, è mia intenzione costituire un comitato civico per intraprendere tutte le azioni e le iniziative ritenute opportune per addivenire alla verità. Per questo motivo ho già incaricato un pool di avvocati che saranno a disposizione del comitato e dei cittadini per fornire tutta la consulenza e le prestazioni necessarie al buon esito della vicenda». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa