Finanza
Bancarotta, chiesti 4 anni per Pastechi
Fallimento della Team Fish: dure richieste del pm per l’assessore alla municipale e per gli ex amministratori della società
VIAREGGIO. Quattro anni di carcere per l’assessore alla polizia municipale Athos Pastechi. E tre anni a testa per gli ex amministratori della Team Fish Giovanni Ciocia e Giuseppina Valenti. Sono dure le richieste di condanna del pubblico ministero Antonio Mariotti per il fallimento della società di prodotti ittici, che vede Pastechi, Ciocia e Valenti accusati di bancarotta fraudolenta.
Secondo la Procura, Pastechi avrebbe usato la Team Fish - di cui ufficialmente non ha mai fatto parte, né come socio né come amministratore - come una sorta di scatola vuota per compiere vari raggiri contabili. Con il fine - sostiene il pm - di arricchirsi, grazie a fatture fasulle e ad altre operazioni. Il tutto “sfruttando” come prestanome Ciocia e la Valenti: amministratori sulla carta, ma non di fatto.
In fumo tutte le altre accuse. È proprio la bancarotta l’unico capo d’imputazione che resta in piedi del processo per i fatti del lago. Che ha visto sul banco degli accusati, oltre a Pastechi - all’epoca dei fatti contestati era presidente della circoscrizione Torre del Lago - il sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola.
Per quest’ultimo, però, come per gli altri 14 imputati, l’uscita dal processo con esito positivo è praticamente cosa fatta. Oltre alla prescrizione, che ha cancellato quasi tutti i capi d’accusa, ieri in tribunale il pm ha formulato le richieste di assoluzione per le persone coinvolte nell’episodio dell’incendio doloso a Torre del Lago e del terreno adibito a parcheggio a Camaiore.
«Branzini per il suo locale». Nella sua requisitoria, il pm Mariotti spiega il perché Pastechi debba essere condannato. In pratica, secondo la Procura Pastechi avrebbe gestito direttamente la Team Fish, come se fosse stato lui il padrone. «Tant’è vero - dice il magistrato - che i conti della ditta li teneva il suo commercialista». Questa Team Fish, insomma, sarebbe stata una sorta di azienda fantoccio, diretta sulla carta da persone - prima Ciocia e poi la Valenti - che in realtà non comandavano nulla. Una scatola vuota da cui trarre profitto con fatture fasulle: almeno 40, dice il pm, quelle ritrovate nel corso delle indagini.
«Pastechi - spiega il pm - ha fatto acquistare dalla società Team Fish branzini, vini e altri prodotti che poco c’entravano con la ragione sociale dell’azienda: questi prodotti, in realtà, erano destinati al Caffè del mare, ristorante di proprietà di Pastechi stesso». Per Ciocia e Valenti, ritenuti comunque «subordinati» all’assessore, la condanna richiesta è stata inferiore.
Le richieste di assoluzione. Nell’udienza di ieri a Lucca è stata chiesta dal pm l’assoluzione per le accuse prescritte e per le altre rimaste in piedi. A partire dall’incendio doloso di una baracca sul lago di Massaciuccoli, contestato a Pastechi e alla guardia del Parco Maurizio Balestri come escamotage per deviare le indagini.
Cassato dalla Procura anche l’episodio che riguardava direttamente il sindaco Bertola, e cioè il presunto abuso d’ufficio per il terreno adibito a parcheggio a Camaiore. In realtà, le due ordinanze di sgombero del Comune smontano l’accusa. Per Bertola, in attesa della sentenza, «la conferma che non c’è mai stato reato».
Il verdetto a fine maggio. E a proposito di sentenza, il tribunale ha fissato le prossime udienze all’11 e al 21 maggio. Quest’ultima sarà la data del verdetto dei giudici.
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