Toscana
«Intitolate una strada a Italo»
Appello per Geloni da una versiliese “emigrata” a Pontedera
SERAVEZZA. L’appello arriva da Pontedera, da chi, con Italo Geloni, ha condiviso la lontananza dal territorio d’origine: la Versilia. Ed è frutto dell’indignazione per il no, arrivato dalla consulta del Comune di San Miniato, all’intitolazione di una piazza al partigiano e ex deportato originario di Seravezza.
Una richiesta semplice: se San Miniato non vuole intitolare una via o una piazza a Geloni allora lo faccia il suo paese d’origine.
Italo Geloni, seravezzino classe 1924, deceduto nel 2000 a Pontedera dove era andato ad abitare con la famiglia, è stato a lungo l’animatore della cultura antifascista, il portabandiera della memoria contro i crimini nazisti a Pontedera, nella vicina San Miniato e in tanti piccoli centri del pisano. Una passione civile, la sua, apprezzata da molti. Anche da Luciana Sacchelli, pietrasantna (di Strettoia), da oltre 40 anni residente a Pontedera.
«Lo conoscevo perché veniva a fare la spesa nel supermercato dove lavoravo - racconta al telefono la signora Luciana - e quando mi incontrava mi salutava sempre chiamandomi “la mia paesana” anche se lui era di Seravezza. Ma avevamo un’origine comune e lui lo ricordava sempre».
La signora Luciana è rimasta delusa, come molti, dalla decisione della consulta di San Miniato di negare a Geloni l’intitolazione della Piazza del Bastione. Una scelta voluta, tra gli altri, dal consigliere comunale del Pdl Carlo Corsi. E legata al fatto che l’ex deportato non è nato a San Miniato.
«Non voglio certo antepormi alla famiglia e ai figli di Geloni - spiega la signora Luciana - che tanto hanno fatto e stanno facendo per portare avanti il progetto sulla memoria di Italo, come la pubblicazione del suo diario. Tuttavia credo che sia importante non dimenticare qusta persona e rendergli giustamente omaggio. Come cittadina residente a Pontedera non mio dispiacerebbe che lo facesse il mio Comune ma ho pensato che Seravezza potrebbe trovare il modo di ricordarlo degnamente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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