Il Tirreno

Versilia

Danni al Suv di Peralta

Danni al Suv di Peralta

Ignoti versano del solvente sull’auto del consigliere del Pdl

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VIAREGGIO. Hanno aspettato che parcheggiasse il Suv e salisse nell’ufficio del patronato con il quale collabora. Poi, mentre era al lavoro, hanno versato del solvente sulla carrozzeria della macchina. Un vero e proprio “avvertimento”, quello ai danni di Giovanni Peralta, consigliere comunale del Pdl (anche se eletto nelle file di Mcl) e presidente della commissione bilancio. Che è davvero difficile non collegare agli altri episodi accaduti nelle ultime quarantotto ore ai danni del presidente del consiglio comunale Paolo Spadaccini (Udc) e del consigliere Michele Di Santo (Dc). Un collegamento che - ovviamente - hanno subito fatto anche i carabinieri di Viareggio, che stanno adesso indagando su tutti e tre i “casi”.

Il nuovo, inquietante episodio è accaduto ieri mattina poco dopo le 9 nel parcheggio dietro al Penny Market di via Aurelia Nord, nei pressi del cimitero comunale. «Tutti i mercoledì mattina - racconta Peralta - ricevo il pubblico nella sede del patronato Sias, a due passi dal Penny Market. Intorno alle 9 ho lasciato come sempre la macchina nel posteggio e sono salito in ufficio. Quando, poco prima delle 11, sono sceso per riprendere l’auto, l’ho trovata cosparsa di solvente in tre punti distinti: sul vetro anteriore, sulla portiera lato conducente e sulla carrozzeria posteriore qualcuno ha infatti messo del liquido gelatinoso verde. Fortunatamente la pioggia mista a grandine che si è abbattuta su Viareggio proprio a quell’ora ha fortunatemente impedito che il solvente facesse più danni di quelli che ha fatto».

Il consigliere comunale del Pdl ha poi sporto denuncia ai carabinieri (la caserma è fra l’altro a pochi metri dal punto dove è accaduto l’episodio). «Francamente non riesco a comprendere chi possa aver fatto una cosa del genere. Certo è che dopo quello che è successo nelle ultime ore a Spadaccini e Di Santo mi è venuto naturale pensare che quanto accaduto sia in qualche modo legato alla mia attività politica. Ma davvero non capisco chi possa avercela con me. Di certo, però, non è un bel segnale».

Claudio Vecoli

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