Il Tirreno

Versilia

«Spostate i Viani ma fateli vedere»

«Spostate i Viani ma fateli vedere»

La proposta di Serafini che denuncia: dopo il crollo niente è stato fatto

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VIAREGGIO. Il suo è un appello simile a quello di una mamma che non vede valorizzata al meglio la sua creatura. perché infondo nella Galleria d’arte moderna e contemporanea di palazzo delle Muse c’è molto di Antonella Serafini che, per conto dell’allora amministrazione Marcucci, progettò la Gamc.

Vederla, oggi, inaccessibile in quegli spazi - le sale che ospitano le opere di Lorenzo Viani - che più di altri la impreziosiscono è quindi una sofferenza. E così la lettera denuncia del pittore Marco Maffei (che alcuni giorni fa si era offerto di pagare il sopralluogo di un tecnico pur di vedere riaperte quelle sale, chiuse da mesi a causa di un cedimento nell’intonaco del piano terra, proprio sotto la Gamc) diventa l’occasione per Serafini di scrivere una lettera aperta all’assessore alla cultura, Ciro Costagliola, al sindaco Luca Lunardini, a Cristina Acidini, presidente del Comitato Scientifico della Gamc e ad Alessandra Belluomini Pucci, direttrice della galleria.

«Apprendo dalla stampa che l’artista Marco Maffei si dichiara disponibile per pagare la perizia che possa stabilire le cause del cedimento che provoca la “temporanea” chiusura delle sale Viani - scrive Serafini - la notizia mi sorprende e mi amareggia perché capisco che ad oggi (son passati 4 mesi, forse di più) ancora nulla è stato fatto. In qualità di progettista e realizzatrice della Gamc posso assicurare che, in attesa delle perizie e dei lavori, esiste una soluzione praticabile per ovviare al problema della non accessibilità ai quadri, una soluzione a costo zero e realizzabile in tempi brevissimi: sistemare le opere di Lorenzo Viani in un’altra sala del Museo. Una delle prerogative della Gamc è infatti quella di essere stata concepita all’insegna della massima flessibilità. Le opere del Viani furono collocate nella sala più grande e più bella ma, se ora è inagibile, nulla vieta che possano essere riallestite altrove. Tutti i quadri, tranne La Benedizione dei morti del mare, possono agilmente essere spostati. Un paio di mesi fa ebbi modo di suggerirlo alla direttrice, Alessandra Belluomini Pucci. Per la Benedizione esistono effettivamente dei problemi poiché - date le dimensioni e la fragilità dell’opera - essa fu fissata a quella parete ma spero che, in attesa di tempi migliori, se ne possa consentire la vista ad un numero esiguo di persone alla volta creando un percorso obbligato lungo il muro portante.Dunque, dato che a quanto sembra i tempi di “restauro” dell’ala paiono allungarsi sine die, perché esitate a praticare nel frattempo questa soluzione?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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