Finanza
«Siamo divisi. E a un passo dalla sconfitta»
Lo sfogo di Maggiorelli: tra noi c’è chi prepara il terreno alle aste delle spiagge, e io mi sono stancato
VIAREGGIO. «Ci sono associazioni balneari che si sono già arrese alle aste delle spiagge, anzi preparano il terreno con soluzioni precise, come quella della sdemanializzazione. Ebbene, io mi sono stancato di remare contro».
Lo sfogo di Fabrizio Maggiorelli, titolare del bagno Arizona in Darsena e protagonista da un anno della protesta contro le aste, è amaro. Sta pensando di lasciare il Comitato di balneari di cui è stato a lungo motore assieme a Emiliano Favilla, e con esso l’impegno in prima fila nella battaglia degli stabilimenti contro la messa a gara delle concessioni.
«Non smetterò di lottare per l’impresa della mia famiglia - dice - ma quello a cui sto assistendo in questi ultimi giorni mi fa riflettere». Nel mirino ci sono «alcune associazioni balneari della Versilia» che secondo Maggiorelli «hanno intrapreso una propria battaglia su altri fronti e con altri mezzi. Per carità, tutto può essere condiviso e nessuno credo possa dire di avere la verità e la soluzione in tasca, almeno al momento. Credo però che l'unione e la lotta decisa per la nostra giusta causa, si può fare solo se gli obiettivi sono ben chiari e condivisi. Cercare soluzioni che portino ad acquisti di terreno demaniale, sdemanializzazioni, spostamento di linea di costa, riconoscimenti di valori commerciali, azioni legali di vario genere, prese da singoli o anche associazioni, a mio parere, possono risultare estremamente negative per tutta la categoria».
«Se addirittura alcuni balneari - continua - arrivano a pagare professionisti e agenzie di comunicazione per andare a richiedere soluzioni diverse, se pur in parte condivisibili, da quelle per il quale il Comitato era nato, ecco io devo rilevare che il compito del Comitato può considerarsi concluso». Perciò, afferma il titolare dell’Arizona, è bene chiudere questa esperienza, consapevoli che «il sogno si è rotto». In attesa, sembra dire Maggiorelli, che il 2015 spazzi via gli stabilimenti della Versilia.
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