Il dolore
Percolato, non c’è autorizzazione
La Provincia: procedura in corso e controlli sul funzionamento del depuratore
VIAREGGIO. Arpat ha svolto attività di controllo sia sulle falde acquifere che sui terreni fino ad oggi liberati dai rifiuti nell’ex discaroca delle Carbonaie. Ed ha segnalato «che durante le operazioni di bonifica gli scavi tendono a riempirsi di liquido, originato dal percolato della vecchia discarica ed acque di falda, che deve essere adeguatamente raccolto e trattato».
Nelle scorse settimane, porprio “Il Tirreno” aveva sollevato la questione sollecitato dal comitato cittadino “Salviamo Viareggio” e dai consiglieri comunale del Pd Chiara Romanini e Leonardo Betti. Si era detto, in occasione degli articoli pubblicati a più ripresi (che il consigliere comunale Milziade Caprili aveva raccolto ed inviato alla Procura di Lucca) che si creava allarme e che si stava «esagerando». Bene. Oggi l’attenzione sul percolato la pone Arpat e la consegna alla commissione della Provincia guidata da Isaliana Lazzerini. la stessa in cui, più di un consigliere provinciale, sia di maggioranza che di opposizione, si è affannato ad affermare che alla Carbonaie «va tutto bene».
Alle domande che il “Tirreno” aveva posto sulle modalità di smaltimento del percolato (che finisce nelle fognature e poi nel depuratore attraverso l’impianto di sollevamento della fognatura presente sul posto) si sono avute le risposte più disparate da Comune e tecnici responsabili di bonifica, cantiere e azienda idrica Gaia, proprietaria del depuratore. Secondo la quale pur non potendo smaltire il percolato se consegnato con le autobotti, in virtù solo di una conferenza dei servizi, lo stesso impianto era invece in grado di ricevere e trattare il liquido proveniente dalla discarica.
Oggi una nota della stessa Provincia ammette: «È in corsouna procedura di autorizzazione presso Ato per poter scaricare il percolato e le acque di bonifica nella fognatura, cosa che sarà possibile a patto che si effettuino controlli costanti e puntuali sul funzionamento del depuratore». Autorizzazione per quanto riguarda i lavori di bonifica dell’area sotto la montagna di vecchi rifiuti in via di bonifica. Ma il percolato che la discarica produce, come sottolineato da Arpat, e quello filtrato dalla collina nata dalla precedente bonifica, in base a quale autorizzazione finiscono oggi nel depuratore?
Donatella Francesconi
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