Il Tirreno

Versilia

Concessioni, il Comune chiede 2 anni di anticipo

di Donatella Francesconi

La Passeggiata protesta: così le aziende finiscono strangolate Vivoli (Confesercenti) al sindaco: rivedere la norma del nuovo capitolato

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VIAREGGIO. Una fidejussione pari a due annualità del canone di concessione: lo chiede il Comune ai concessionari di beni che si trovino sul demanio comunale. L’anticipo delle due annualità (una media di 10mila euro a impresa, ma c’è chi pagherà di più) è previsto nel nuovo capitolato approvato dal consiglio comunale ormai qualche mese fa. «Il declino di un luogo - scrive Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti Toscana - è fatto di mille occasioni e di mille scelte sbagliate. La Passeggiata ne ha collezionate e ne sta collezionando tante. L’ultima è quella dell’anticipo di due annualità del canone di concessione demaniale. Una stangata, questa, sulle attività commerciali in un momentotra i peggiori per il settore del commercio, compreso tra il crollo della domanda e la stretta creditizia».

Chiedere una fidejussione, così previsto dal Comune, “mangia” la capacità creditizia delle aziende nei confronti delle banche. E di questi tempi - sottolineano i concessionari - questo è il cuore del problema. «Il provvedimento - spiega Vivoli - altera gravemente il già precario equilibrio finanziario di tantissime aziende commerciali e prepara una prospettiva di ulteriori chiusure di quei negozi che sono stati il valore aggiunto dell’offerta commerciale in Passeggiata».

Per mettersi in regola, secondo le comunicazioni inviate dagli uffici comunali a ridosso della Pasqua sono stati indicati quindici giorni: «In realtà - spiega Carlo Monti, presidente dell’Associazione concessionari comunali e demaniali - abbiamo ottenuto rassicurazioni a voce dalla dottoressa Valchera del Comune che i termini del bollettino non sono prescrittivi». Ci sarebbe ancora tempo, dunque, anche per la trattativa che i concessionari hanno avviato da tempo con l’amministrazione: «Il capitolato è stato approvato dal consiglio comunale - continua Monti - senza che noi ne sapessimo niente. Negli incontri che avevamo avuto non si era mai parlato della fidejussione e neppure delle due annualità. Un provvedimento che è un danno fortissimo perché erode la capacità delle aziende di avere credito dalle banche». In questi giorni si sono tenuti nuivi incontri «ed il sindaco si è impegnato a verificare la possibilità di un intervento con una delibera di Giunta che “emendi” il capitolato. Anche se senza il passaggio dal consiglio comunale non c’è validità alcuna». Ed il consiglio, convocato per il 17 aprile, non ha all’ordine del giorno che la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Lunardini. «Tra oggi e domani - conclude Monti - stiamo in attesa di un possibile provvedimento».

La fidejussione «non è dovuta» e «non è valido neppure il capitolato». È l’opinione di Piero Bellandi che siede nel consiglio direttivo dell’associazione presieduta da Monti: «L’amministrazione comunale ha fatto un capitolato senza sentire le categorie. Senza contare quale è la motivazione che ci è stata data per giustificare la richiesta della fidejussione: la scelta nasce dal fatto che alcuni concessionari non pagano..». Così, invece di agire nei confronti degli inadempienti, si finisce per penalizzare l’intera categoria. E dopo la Passeggiata, ricorda Bellandi, «toccherà a tutte le attività che in città insistono sul demanio comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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