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Versilia

Case fantasma, in arrivo le multe

Case fantasma, in arrivo le multe

Oltre 200 immobili tra Seravezza e Stazzema tra cui chiese e aziende del marmo

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SERAVEZZA. Centoundici edifici a Seravezza. Altri 104 a Stazzema. Sono gli immobili fantasma scovati dall’Agenzia del territorio nei due Comuni della montagna versiliese. Case e fabbricati sconosciuti al catasto per i quali negli ultimi mesi i proprietari non hanno provveduto alla regolarizzazione. Quegli stessi proprietari che ora si troveranno a pagare pesanti sanzioni.

Da alcuni giorni l’elenco degli immobili fantasma è pubblicato sui siti web dei Comuni di Seravezza e Stazzema. Elenchi forniti direttamente dall’Agenzia del Territorio che ha anche predisposto, per ciascun cittadino inadempiente, i moduli per il pagamento delle sanzioni (la cifra media per questo tipo di adempimenti in Versilia supera di poco i 400 euro e varia a seconda delle caratteristiche del bene non accatastato).

Nella lista di case e fabbricati non accatastati ci sono edifici di proprietà di singoli cittadini ma anche fabbricati di tipo artigianale e industriale. A Seravezza, ad esempio, quelli della ditta Gino Barsotti e Figli - Marmi srl, la Marmi Pocai srl e addirittura un edificio riconducibile alla proprietà della Salt, la società delle autostrade. Non mancano poi edifici religiosi: la chiesa di San Lorenzo in Seravezza, quella di San Martino della Cappella e la chiesa di San Sisto di Pomezzana. Nella lista tra i destinati anche persone ormai decedute o che hanno passato a terzi la proprietà degli immobili in questione.

Sit5uazione analoga a Stazzema. Anche in questo caso l’attribuzione degli immobili ai cittadini citati nell’elenco non è sempre certa a seguito di passaggi di proprietà (anche per la morte del proprietario originario).

Nell’elenco relativo al teritorio stazzemese risultano beni immobili riconducibili all’Eni, alla parrocchia di San Pierto Apostolo a Retignano, diverse aziende private come la Segheria Migliorini snc e la principale azienda del marmo del territorio, la Henraux.

Ad ogni cittadino in questi giorni è arrivata la comunicazione dell’Agenzia con la richiesta di pagamento contro la quale è possibile fare ricorso alla commissione tributaria provinciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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