La manifestazione
«Sull’ospedale no a facili scandalismi»
Il sindaco Lunardini torna ad intervenire dopo i casi di pazienti morti in seguito ad operazioni eseguite al Versilia
VIAREGGIO. Parlare o non parlare dei casi che stanno mettendo di nuovo in allarme sul fronte sanità? Il sindaco, intervenendo su stampa e tv, nei giorni scorsi aveva apertamente invitato a fare attenzione per non gettare “ombre” sulla sanità versiliese che ne incentivassero la smobilitazione. A Lunardini aveva risposto Milziade Caprili, presidente della Croce Verde e consigliere comunale: «Proprio perché ci teniamo al nostro ospedale, ma siamo più amici della verità, proprio per questo chiediamo a gran voce che le indagini siano le più rapide possibile: la sostanza c' interessa, la pubblicità va bene per le merendine».
Oggi il primo cittadino risponde a Caprili: «Mi colpisce la pretestuosa polemica del senatore a proposito della vicenda del decesso post-ospedaliero. Perché oltretutto non è nel suo stile. Caprili mi accusa di voler "occultare" i problemi che stanno alla base della dolorosa morte di un paziente sottoposto a intervento chirurgico nel nostro ospedale. Ma chi ha mai detto questo? Io ho notato come l'eccessivo scandalismo su un fatto come questo finisca per fare cattiva pubblicità al "Versilia". Non piace la parola pubblicità? Bene, allora diciamo che di questo evento, leggendo i giornali e i siti Internet e guardando la televisione, è uscita una rappresentazione drammatizzata, dilatata oltre misura e non corrispondente alla reale dimensione delle cose. Il problema non cambia, questo è comunque un errore, e ho spiegato perché».
Lunardini torna così a spiegare le proprie ragioni: «Parlando da presidente della Conferenza dei sindaci, ho citato semplicemente le statistiche. Ho ricordato che dal 2008 ad oggi, all'ospedale Versilia sono stati effettuati circa 300 interventi chirurgici all'intestino. L'indice statistico di mortalità registrato è dell'1% corrispondente alla media della buona sanità in ambito nazionale e internazionale. Mi rendo perfettamente conto che questa considerazione non consola i familiari del paziente morto. Ho infatti aggiunto che è opportuno, anzi indispensabile - scusate se sono costretto ancora ad auto citarmi - esperire tutte le indagini per accertare le cause di questo esito infausto. Oltretutto l'inchiesta è complicata dai sospetti su una macchina suturatrice, che il produttore ha ritirato. Tuttavia la medicina moderna, me lo consenta Caprili, si basa sulle statistiche e le percentuali di probabilità. La mortalità zero - obiettivo di tutta la scienza medica - non esiste neppure nei più banali interventi chirurgici e neppure nei reparti più avanzati dell'Occidente industrializzato. Il coefficiente di sicurezza delle sale operatorie del Versilia è in linea con gli standard internazionali. Non si possono accettare il facile scandalismo e le ingenerose generalizzazioni che vorrebbero dipingere il nostro ospedale come un lazzaretto insicuro, un girone infernale con standard da Terzo mondo».
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