Italia
Salasso Imu per seconde case e imprese
Con i tagli cancellata la stagione teatrale estiva a Palazzo Mediceo. Addizionale Irpef ridotta fino a 28mila euro di reddito
SERAVEZZA. Far quadrare i conti non è stato facile. Colpa dei tagli imposti dal governo centrale e dal meccanismo con il quale viene reintrodotta la tassa sugli immobili. E se da una parte la giunta guidata da Ettore Neri ha voluto tutelare i proprietari di prima casa, i servizi sociali, le famiglie a basso reddito, dall’altro ha dovuto aumentare al massimo consentito le tasse sulla seconda casa e tagliare i costi per le attività culturali cancellando la stagione teatrale di palazzo Mediceo, una delle più interessanti novità nel panorama culturale ella Versilia degli ultimi anni.
Salasso Imu. La tassa sugli immobili sarà ai minimi previsti dalla legge nazionale per le prime case: 0,4 per cent0. Al massimo consentito dalle stesse norme per le seconde case: 1,6%.
Per rendersi conto di cosa significherà per il territorio basti citare un dato, contenuto nel bilancio di previsione del Comune che domani sera andrà in approvazione in consiglio comunale. Fino allo scorso anno tra trasferimenti statali sull’Ici prima casa (cancellato dal governo Berlusconi) e entrate derivanti dalle secondo case (con aliquota allo 0,76%) a Seravezza arrivavano circa un milione e 900 mila euro. Con la nuova Imu la cifra complessiva sarà di 4 milioni e 400mila euro. Anche se di questi soldi nelle casse del Comune resteranno solo 2milioni e 800mila euro perché il resto resterà nelle mani dello Stato che di fatto andrà a incamerare il 50% dell’Imu sulle seconde case.
«La scelta che abbiamo fatto - spiega il sindaco Neri - è il frutto, anzitutto, dei tagli che subiamo da parte del governo: incasserremo circa 900mila euro meno di conseguenza, mantenendo ai minimi l’Imu sulla prima casa dovevamo intervenire sull’Imu per la seconda casa».
«In sostanza le - aggiunge Mara Tarabella, presidente del consiglio comunale e consigliere delegato al bilancio - le maggiori entrate comunali derivanti dall’Imu, rispetto alla vecchia Ici, verranno trattenute dallo Stato. Va sottolineato che andranno allo Stato anche il 50% delle entrate derivanti dall’ Imu seconda casa. Si verifica una situazione nella quale il Governo utilizza gli enti comunali come dei veri e propri esattori dello Stato; una situazione paradossale nella quale una tassa che viene chiamata “Municipale” risulta essere una nuova tassa statale applicata sotto un nome, sostanzialmente, falso».
Le buone notizie. A fronte di questi aumenti, inevitabili come spiegano Neri e Tarabella, l’amministrazione comunale ha cercato di lavorare per tutelare le fasce più deboli della popolazione. Anzitutto innalzando la soglia di esenzione totale per l’addizionale Irpef, imposta per la quale viene introdotto un meccanismo di pagamento a scaglioni. Non si pagherà niente con un reddito fino a 14.500 euro annui. Per redditi Irpef fino a 15.000 euro l’aliquota sarà dello 0,65%, fino a 28.000 dello 0,75% ed infine per redditi Irpef sopra 28.000 dello 0,80%.
Nessun taglio, nei campitoli di spesa del Comune, per servizi sociali. Ma qualche ritocco ai costi - per le famiglie - sui servizi a domanda individuale ci sarà. Anche in questo caso, però, con la contestuale introduzione di nuovi scaglioni del reddito Isee per assicurare agevolazioni e esenzioni a un maggior numero di cittadini.
Infine non è stato previsto alcun aumento sulla Tarsu. Il Comune continuerà a farsi carico del pagamento di una quota del costo di smaltimento dei rifiuti.
Addio festival. La prima vittima del regime di austerity che anche Seravezza si trova costretta ad adottare, in linea con un quadro nazionale tutt’altro che roseo, sarà la rassegna teatrale di palazzo mediceo. «Non mancheranno a Seravezza eventi di richiamo per l’estate - conclude Neri - ma per i prossimi tre, forse 4 anni dovremo fare a meno della rassegna teatrale estiva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
