Il Tirreno

Versilia

Consiglio, Spadaccini pronto a lasciare

di Donatella Francesconi
Consiglio, Spadaccini pronto a lasciare

L’esponente dell’Udc è intenzionato a dimettersi dalla carica di presidente. Oggi la data per la mozione di sfiducia

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VIAREGGIO. Riunione dei capigruppo in consiglio comunale, questa mattina alle 9. La politica viareggina si guarda in faccia, dopo la bufera delle dimissioni - poi ritirate - del sindaco e di salti mortali di questo o quel consigliere. L’obiettivo dell’appuntamento è fissare la seduta in cui discutere la mozione di sfiducia che non ha raccolto le sedici firme necessarie a dichiarare terminate l’esperienza del governo Lunardini con la sua Giunta. Mozione il cui testo così recita: “Il consiglio comunale di Viareggio, considerata la gravissima crisi economica e sociale che colpisce la nostra città, ritenuto che la Giunta Lunardini non abbia dimostrato di saper affrontare la situazione e che questa condizione di paralisi del governo cittadino non possa proseguire ulteriormente, sfiducia il sindaco Luca Lunardini».

Testo “neutro” che ha soppianatato la mozione presentata ad inizio crisi di governo da 12 consiglieri del centrosinistra. Non è bastato, però, a far contento l’uomo chiave dell’operetta andata in scena da dopo Carnevale. Perché Michele Di Santo, consulente amministrativo, fiscale e tributario presso il Caf di Confartigianato a Viareggio, dopo aver dichiarato che con la sinistra non avrebbe firmato mai niente e dopo aver sottoscritto le decisioni dell’ultimo comitato comunale dell’Udc in direzione del sì alla sfiducia, all’ultimo momento si è prodotto in un triplo salto senza rete. Così come dal Pdl era passato all’Udc, dall’Udc è piombato nella Democrazia cristiana di Gigi Sugliano. Sfilando il pallone di sotto ai quindici “sfiduciatori” come fa Lucy a Charlie Brown.

In questo clima si va a convocare un consiglio che sarà centrato sulla discussione della sola mozione di sfiducia: «Direi - spiega il presidente del consiglio comunale, Paolo Spadaccini - che dopo una crisi del genere non è il caso di mettere altri temi all’ordine del giorno. Anche se ho ricevuto più di una sollecitazione in senso contrario...».

Si vota nominalmente, all’appello, ricorda Spadaccini: «Ogni singolo consigliere è chiamato a dare il suo sì od il suo no, oppure a dichiarare di astenersi». Questa la formula annunciata pubblicamente da Bruno Puccinelli, che - lasciato il Pdl - ha chiesto “asilo” nel gruppo misto, avvicinandosi a Vassalle (Futuro e libertà) per poi accarezzare l’idea di chiedere un passaggio sulla barca della Lega oggi spiaggiata dalla bufera giudiziaria sui propri vertici nazionali.

«La previsione - continua Spadaccini - ad oggi è di avere 15 voti favorevoli sulla mozione si sfiducia, 14 no ed un astenuto. In questo modo il sindaco Lunardini non viene sfiduciato ma non ha comunque la maggioranza e dovrà trarne le conclusioni. Io direi che la situazione resta molto preoccupante ed i nodi non si sciolgono».

Ciò detto, Spadaccini conferma: «Ho già detto che mi dimetterò dalla presidenza del consiglio e lo farò». Restando in consiglio a portare il voto dell’Udc, partito che - sottolinea Spadaccini - «dal congresso a oggi ha avuto una linea sola nella quale io mi sono riconosciuto: l’esperienza amministrativa del governo Lunardini per noi è finita».

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