Sicurezza
Con funghetti e animali il cioccolato diventa arte
VIAREGGIO. L’artista che conquista critici e golosi con le sue deliziose (e il termine va preso alla lettera) sculture di cioccolato si guadagna spazio anche a livello nazionale. L’inserto...
VIAREGGIO. L’artista che conquista critici e golosi con le sue deliziose (e il termine va preso alla lettera) sculture di cioccolato si guadagna spazio anche a livello nazionale. L’inserto settimanale di Repubblica “Il Venerdì” ha infatti dedicato una pagina al lavoro del pasticciere viareggino (in realtà originario di Stiava) Riccardo Patalani.
Tra ricette di Gianfranco Vissani e articoli sullo champagne che va alla conquista dell’India, il settimanale ha deciso di parlare dell’arte di Patalani.
Anche se Riccardo è diplomato all’accademia di Belle Arti di Carrara, per cercare le sue opere non occorre andare in un museo: basta scuriosare nella vetrina della pasticceria di famiglia in via Zanardelli all’altezza del mercato.
Si tratta di uova pasquali (ma non solo) su cui Riccardo - esercitando l’arte imparata in accademia - si sbizzarrisce creando tulipani, alberi, coloratissimi funghi. Ma come mette in evidenza l’articolo firmato da Rossella Cerulli, Patalani non disdegna anche la creazione di figure prese dal mondo animale: cani, topolini, coccinelle. E non mancano i ritratti di persone.
Patalani - che presto parteciperà ai mondiali dedicati ai creatori di ciccolato - racconta di aver iniziato a scolpire il cioccolato cinque anni fa per venire incontro alle richieste di un amico che voleva regalare alla fidanzata una ranocchietta di cioccolato. Da lì sono iniziate le richieste più disparate da conoscenti e dai numerosi clienti che frequentano la pasticceria.
Riccardo Patalani è anche membro dell’accademia dei maestri pasticceri italiani. Oltre a concentrarsi sul gusto ama anche stuzzicare la vista dei clienti. Ma senza mai dimenticare le sue origini artistiche e quindi evitando di cadere nel kitsch. E quindi - come conclude il Venerdì - nel caso di Patalani a contare non è la sorpresa contenuta nell’uovo. Qui è l’uovo stesso a farsi dono. E sorpresa.
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