Trasporti
Sugliano salva sindaco e giunta
Traghettato nella Dc, l’ex presidente di Mover convince Michele Di Santo che lascia l’Udc e non vota la sfiducia
VIAREGGIO. «Era già tutto previsto», cantava Riccardo Cocciante continuando: «Anche l'uomo che sceglievi e il sorriso che gli fai mentre ti sta portando via...». Michele Di Santo, consigliere comunale nelle fila prima del Pdl e poi dell’Udc ha scelto il suo “uomo” ieri pomeriggio firmando un comunicato insieme a Ginetto Sugliano (ex presidente Mover) nel quale annuncia il suo passaggio di partito con l’adesione alla Democrazia cristiana, spiegando - nero su bianco: «Non voterò, con scienza e coscienza, alcuna sfiducia all'amministrazione comunale e con cui mi confronterò con onestà intellettuale per riordinare quegli obiettivi di fine mandato che la città tutta attende». Di Santo sembra essersi svegliato da un brutto sogno. Seduto al fianco di Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale e uomo-chiave dell’Udc, appena la crisi in Comune scoppia non risparmia dichiarazioni pesanti: «Ogni tanto c’era da vergognarsi in consiglio. E questo mi ha dato terribilmente fastidio». È il giorno in cui l’Udc esce dalla maggioranza e Di Santo compare in tv e e foto tra le fila del gruppo cui ha aderito. Salvo scrivere, nel comunicato diffuso ieri: «L’Udc, nella sua ultima riunione, ha deciso di abbandonare la maggioranza e lasciare il centrodestra per appoggiare il centrosinistra».
Quel centrosinistra che ieri mattina si è riunito con Eugenio Vassalle (Fli ). Nino Sergiampietri (Vivere Viareggio) e lo stesso Paolo Spadaccini per firmare con loro una nuova mozione diversa da quella presentata dal solo centrosinistra in apertura di crisi: 14 le firme e 15 i voti con la dichiarazione di assenso di Spadaccini. Ma Michele Di Santo, pur atteso, non si è presentato. Mandando in fumo la speranza di sfiduciare il primo cittadino, oggi salvato da Ginetto Sugliano che si è “portato via” il consigliere ondivago. Al voto in consiglio finirà 15 a 15: e Lunardini con la sua Giunta festeggiano la ritrovata maggioranza. Che potrebbe vedere per Di Santo l’assessorato al bilancio: «Non vi aspiro - spiega il consigliere - anche se alcuni non negano le mie eventuali qualità, soprattutto nel settore finanziario».
«Non c’è limite al ridicolo», commenta Andrea Palestini, consigliere del Pd.
Massimiliano Baldini, coordinatore del Movimento cittadini, punta il dito sulla «coppia Di Santo -Spadaccini. Entrambi fieri sostenitori e firmatari di tutti i provvedimenti della Giunta Lunardini fino a poche settimane fa, di fronte al cambio di rotta del loro partito, se ne inventano di tutti i colori pur di frapporre ostacoli alla sfiducia».
Per Milziade Caprili (Sinistra Arcobaleno): «Ho firmato una seconda mozione solo - altrimenti mi sarebbe andata più che bene la prima - perché mi è stato detto che era condizione sine qua non sarebbe stato raggiunto il fatidico numero 16. Il balletto indegno che la città è costretta a vedere ci dice che così non sarà...»
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