Il Tirreno

Versilia

Smantellata la maxi gru dell’hotel Franceschi

Il cantiere per la ristrutturazione dello storico albergo è fermo da mesi La società proprietaria, con sede a Calenzano, è stata messa in liquidazione

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FORTE DEI MARMI. Da ieri il cantiere per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’Hotel Franceschi di via XX Settembre è di fatto in smantellamento. Su due grossi camion è stata portata via, a pezzi, la gru che per mesi è rimasta immobile a ridosso della struttura.

Se e quando potranno riprendere i lavori è difficile da stabilire. Anzitutto perché la società a cui fa capo l’immobile pare sia in liquidazione. Quindi niente lavori e niente nuovo albergo. Fino a data da destinarsi.

La struttura ricettiva è di proprietà della “Imperiale Immobiliare”, società a responsabilità limitata affidata, all’epoca del rilascio del permesso a costruire (dell’ottobre 2009), all’amministratore unico Monica Morescalchi, segretaria dell’imprenditore pratese Riccardo Fusi.

Ma tutte le quote sono riconducibili alla “Gr Partners” altra società milanese messa in liquidazione lo scorso anno. Stesso destino sarebbe toccato - a inizio 2012 - alla “Imperiale immobiliare” cui fa capo la prestigiosa struttura ricettiva di Forte dei Marmi per la quale l’amministrazione comunale aveva rilasciato un permesso a costruire finalizzato alla realizzazione, tra le altre cose, di una piscina scoperta e di un centro benessere.

Ma i lavori in questione sono ormai fermi da mesi. E sembrano destinati a non riprendere lasciando incompiuta la rinascita di un albergo storico (l’obiettivo era farne un hotel a cinque stelle con 37 camere), legato al nome di Achille Franceschi, il “papà” della Capannina” di Forte, e a lungo gestito dalla moglie di Franceschi, nella.

Il segnale più chiaro della chiusura definitiva del cantiere è arrivato ieri. Dopo mesi di inattività è stata rimossa la grossa gru che doveva servire a realizzare i lavori. Formalmente un provvedimento resosi encessario perché il machcinario era diventato pericoloso: una struttura pericolante, come avrebbero rilevato in un sopralluogo anche i vigili urbani, la cui rimozione era diventata inevitabile. Anche il cartello di inizio lavori è sparito dalla recinzione dell’albergo all0ontanando nel tempo, o forse cancellando del tutto, la possibilità che la struttura possa tornare ad ospitare turisti.

In proposito l’amministrazione comunale era stata chiara, al momento del rilascio del permesso a costruire: sull’edificio esiste un vincolo di destinazione di tipo turistico-ricettivo.

Da valutare, tuttavia, se la clausola sottoscritta all’epoca dell’autorizzazione dei lavori possa restare in piedi nel caso in cui l’immobile passi di mano e diventi oggetto di un diverso piano ristrutturazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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