Il Tirreno

Versilia

Scarichi nel Massaciuccoli, segnalazione alla Procura

di Donatella Francesconi

La Capitaneria di porto ha inviato a Lucca testimonianze raccolte e fotografie Il Parco, invece, non ha ritenuto di intervenire sulla base del filmato ricevuto

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VIAREGGIO. La Capitaneria di porto, guidata dal comandante Pasquale Vitiello, non ha esitato di fronte alle segnalazioni ricevute dai cittadini del comitato “Salviamo Viareggio” relative allo scarico di acque maleodoranti e di colore giallastro nel canale Le Quindici in via Cimarosa, località Frassetti, a Torre del Lago. Ed ha inviato alla Procura di Lucca (guidata da Aldo Cicala) il verbale di sommarie informazioni al quale sono allegate ben sei foto del luogo e del fenomeno che i cittadini hanno monitorato realizzando un video visibile sul sito del blog “Salviamo Viareggio”.

Procura che, al momento, non risulta invece interessata da parte dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arpat) che in un comunicato ufficiale, diffuso in questi giorni, informa di avere a che fare con il fenomeno dal 14 dicembre 2011. Con il sospetto che si possa trattare di «acque contaminate», ma senza aver preso - al momento - alcun provvedimento.

Compeltamentte diverso il comportamento tenuto dalla vigilanza del Parco nel cui ambito di tutela ricade la zona in cui il fenomeno è stato riscontrato. Dopo aver ricevuto via mail la segnalazione del video realizzato dal comitato, il comandante Benedetti ha così risposto: «In data 28 marzo (dopo, dunque, che la stampa locale aveva dato ampia notizia degli scarichi, con tanto di foto, ndr) veniva indirizzata una mail che segnalava genericamente una “situazione ambientale” (imprecisata) rimandando ad un link Internet contenente un filmato. Mancando del tutto riferimenti alla natura della segnalazione, i riferimenti di data e luogo del predetto presunto inquinamento, i soggetti che hanno rilevato i fatti segnalati ed il firmatario della mail». Insomma, di fronte al video (ma sarà stato visto?) il Parco si è perso nella burocrazia, spiegando che « per poter procedere formalmente ed efficacemente ad un controllo necessita che la segnalazione sia riconosciuta come effettivamente inoltrata da soggetto avente titolo per il soggetto giuridico collettivo e che i dati vengano forniti al più presto al fine di verificare se effettivamente il fatto segnalato sia in area Parco e se sia pericoloso per l’ambiente». Insomma, il video - solo per il Parco - non è un riferimento buono per muovere uomini e mezzi al fine di tutelare quell’ambiente che all’Ente presieduto oggi da Fabrizio Manfredi è affidato.

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