Trasporti
Donne scomparse, inchiesta a una svolta
Oggi l’esame della perizia psichiatrica su David Paolini. Che sembra dare ragione all’accusa: «Fu raggirato da Remorini»
TORRE DEL LAGO. Una relazione lunga trenta pagine. Al termine della quale il dottor Antonio Paiano, incaricato dal tribunale per la perizia psichiatrica, trae una conclusione precisa. David Paolini, figlio e nipote di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro (le due donne scomparse da Torre del Lago nell’agosto 2010 e mai più ritrovate) è stato vittima di un raggiro. E dato che lo “zio” Massimo Remorini - principale accusato nella sparizione delle donne - era divenuto il suo punto di riferimento, al limite della suggestione, per il perito è chiaro chi quel raggiro lo abbia compiuto.
Una conclusione che James Popper, nuovo avvocato difensore di Remorini (dopo la rinuncia di Giorgio Paolini e Carlo Di Bugno alla procura legale) intende contestare oggi in tribunale, nell’udienza conclusiva dell’incidente probatorio.
A partire dalle 10, di fronte al giudice per le indagini preliminari Marcella Spada Ricci, si discute infatti della perizia su David e su Raffaella Villa, l’architetto che sostiene di essere stata truffata a sua volta da Remorini. Ma sulla sua vicenda personale il perito Paiano sembra escludere la circonvenzione d’incapace.
La svolta. L’udienza di oggi è importante, perché rappresenta uno snodo fondamentale di un’inchiesta assai travagliata. Se David, come sostiene l’accusa, è stato raggirato da Remorini e dall’avvocato Giunio Massa, per portare a termine gli affari immobiliari finiti al centro dell’inchiesta - la compravendita delle due case di via Machiavelli e di via della Caserma a Torre del Lago e quella di un terreno per oliveti a Gualdo di Massarosa - la Procura può ipotizzare che anche le due donne siano state vittime dell’intero disegno. Con conseguenze brutali.
I rinvii a giudizio. Una volta archiviato l’incidente probatorio - che era iniziato con l’interrogatorio di Francesco “Cecchino” Tureddi, anch’egli indagato - il giudice rimetterà gli atti al pubblico ministero titolare dell’indagine, la dottoressa Sara Polino. Che sembra pronta a fare le richieste di rinvio a giudizio. Con ogni probabilità, prima dell’estate.
Il che vuol dire che forse, a distanza di quasi 2 anni dalla scomparsa di Velia e Maddalena, che ancora oggi suscita interrogativi non solo in Versilia, la Procura potrebbe dare un’accelerata. Per far luce sul giallo più inquietante (e romanzesco) degli ultimi anni.
Tutti i familiari parti lese. A sostegno dell’ipotesi che David sia stato vittima di una truffa, l’avvocato di David, Alberto Consani, informa che «anche i figli di Sabrina Paolini, sorella di David, si sono costituiti parte lesa tramite il nostro studio legale. A difenderli, per motivi di opportunità, saranno i miei figli». L’intera famiglia di Velia e Maddalena, quindi, entra nell’inchiesta ritenendosi danneggiata dall’operato di Remorini, della badante Maria Casentini e dell’avvocato Massa.
«Riteniamo - spiega Consani - che la vicenda abbia avuto un percorso chiaro. Aspettiamo fiduciosi l’esito dell’udienza di domani (oggi per chi legge, ndr)».
«Non ci convince questa tesi». James Popper e il perito di parte, il dottor Alberto Petracca, non condividono questa linea difensiva. «La truffa è tutta da simostrare - dice l’avvocato Popper - il ruolo di David nella vicenda non ci ha mai convinto. Per quanto riguarda le prove sul destino delle due donne, siamo in attesa di capire cosa ci sarà concreto». Per adesso, fa capire Popper, c’è poco.
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