La manifestazione
Discariche alla Versiliana Tornano le sbarre
Allarme all’interno del parco. I controlli avviati non bastano per evitare che vengano scaricati abusivamente interi camion di rifiuti
MARINA DI PIETRASANTA. L’usanza, pessima, non nasce oggi, ma è retaggio di consolidate abitudini. Il problema è che negli ultimi tempi sempre più persone utilizzano il parco della Versiliana come discarica, a cielo aperto, del verde.
Il fenomeno tende dunque ad allargarsi e questo nonostante i controlli, comunque facilmente aggirabili, visto che apette e furgonicini con il loro carico di erbacce, rami e quant’altro si introducono nel parco di buon mattino o ancora di prima sera, quando la vigilanza non sembra essere particolarmente serrata.
Sta di fatto che alla discarica di via Olmi, sede di riferimento per ogni scarto di materiale verde che soprattutto in questo periodo della stagione abbonda particolarmente, c’è chi preferisce, anche per risparmiare sul portafoglio e sui tempi, di conferire il tutto a lato dei sentieri del parco o ancora in qualche angolo dello stesso.
Con risultati, visivi, desolanti, perché hai voglia poi a tenere in ordine e curata la Versiliana se poi il cittadino, ma in questo caso potremmo parlare di decine fra privati e ditte di settore, che complice appunto una carenza di vigilanza scaricano quello che non sarebbe consentito scaricare.
Situazione, incresciosa, segnalata da diverse persone alla nostra redazione negli ultimi giorni: persone che, alla pari di molte altre, si recano in Versiliana per passeggiare o ancora per correre, ma che sempre più spesso si imbattono in cumuli di rami, scarti di siepi, erba appena tagliata ed altro.
«Siamo a conoscenza di questa problematica che, purtroppo, già in passato ha creato non pochi disagi. Segnalazioni sono arrivate anche a noi e, ovviamente, ci stiamo muovendo. Il fatto è che nel parco – spiega l’assessore Pietro Bacci – non esiste limite all’accesso e per limite intendo sbarre (che sono state rimosse) e cancelli e questo, ovviamente, favorisce chi, incurante delle regole, si comporta con scarso senso civico e con conseguenze anche sull’ambiente. La soluzione? Incentivare la dove è possibile i controlli e valutare la fattibilità di una chiusura serale degli accessi. È una questione che, ovviamente, dovremo affrontare».
Chiusura degli accessi, di cui a palazzo si sta discutendo, che però non sembra così semplice da mettere in pratica.
L’ipotesi è al momento quella di posizionare delle sbarre elettroniche – apribili con l’inserimento di una tessera – da installare nei tratti corrispondenti a viale Morin, viale Apua, via Nizza e via Setteponti. Premesso questo sarebbe sufficiente che tutti si limitassero a rispettare le norme. E questo è un discorso che esula da sbarre, chiusure e controlli ma riguarda ovviamente il senso civico e il rispetto del patrimonio della collettività da parte di tutti.
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