Sicurezza
Mallegni scatenato «E ora il Comune mi paghi i legali»
«Mi spetta, ero sindaco quando sono stato accusato» Ma il municipio nega: «Non è stato assolto del tutto»
PIETRASANTA. Il “day after”, per lui, è ancora più bello. E la festa al Mondial della sera precedente non c’entra. «Sto cominciando a rendermi conto solo ora di quello che è successo, erano 6 anni che non mi sentivo così. È tutto molto dolce».
Massimo Mallegni è tornato. O forse non se n’è mai andato. E a meno di 24 ore dalla sentenza del tribunale che - pur condannandolo a un anno e 3 mesi di carcere (pena condonata) - lo ha scaricato di tutte le accuse più pesanti, ecco la nuova bordata. «Il Comune - dice - deve pagarmi l’intera parcella degli avvocati. Perché le accuse mi sono state fatte quando ero sindaco. Quanti soldi sono? Non pochi».
Una tegola milionaria. Alla faccia delle parcelle. Per il Comune e la giunta di centrosinistra che lo governa sembrerebbe un incubo. Anche perché Mallegni è solo il primo e più illustre delle persone riconducibili al Comune che, presumibilmente, dovranno essere risarciti delle spese legali sostenute in questi anni.
Calcolatrice alla mano, la stima delle parcelle dei vari avvocati si attesta intorno a 1 milione e mezzo di euro. Importo, ovviamente approssimativo, ma non così lontano dalla realtà, quello che vede i legali degli imputati andati assolti nel cosiddetto processo Mallegni. nelle vesti di creditori ed il Comune chiamato, invece, a liquidare le diverse spettanze.
Premesso questo, ed accertato che alla fine il conto da pagare, qualunque esso sia, finirà per pesare sul già magro portafoglio dei contribuenti (tant’è vero che molti pietrasantini già si lamentano) c’è qualche regoletta che secondo il Comune imputati e avvocati, con onorario alla mano, dovranno tenere ben presente. La prima, forse la più importante riguarda chi avrà diritto a chiedere il pagamento e chi no, in sostanza chi sarà sollevato dall’onere di regolare le spese legali con le proprie finanze e chi, al contrario, chiamerà in causa il Comune.
«Non ne avrà diritto». «La richiesta può essere avanzata - precisano in municipio - solamente dopo che sono state depositate le motivazioni e dopo che la stessa sentenza è diventata esecutiva. Ma soprattutto, per avanzare domanda di rimborso della parcella serve una sentenza di assoluzione completa e che non sia stato presentato, contestualmente, alcun ricorso in sede di appello». Tradotto: stando alla ricostruzione di palazzo, l’avvocato comunale Massimo Dalle Luche, già prosciolto in sede dibattimentale dal pm, non dovrà ad esempio versare nemmeno 1 euro al legale che lo ha difeso: l’onere - solo in questo caso si parla di 40mila euro - ricadrà infatti sul Comune. Mentre per l’amministrazione Massimo Mallegni, che è stato assolto dai capi di accusa come corruzione e associazione a delinquere, ma è stato condannato per abuso d’ufficio e violenza privata nei confronti di alcuni vigili, non potrà addebitare al Comune il pagamento delle spese del suo legale. Se ne riparlerà, nel caso, dopo il processo d’appello.
«Siamo assicurati». Resta adesso da capire come l’amministrazione Lombardi, già pesantemente in crisi alla voce bilancio, riuscirà a fare fronte alla probabile ed ennesima voragine finanziaria. È vero che il Comune è garantito da una polizza assicurativa che prevede un rimborso fino a 40mila euro per sinistro: il problema è, come detto più volte, che uffici di palazzo e compagnia di assicurazione intendono il concetto di sinistro in modo opposto. I primi lo riferiscono ad ogni capo di imputazione, i secondi al processo oggetto di dibattito. Sta di fatto che, per posizioni stralciate ancora prima dell’inizio del dibattito nel maxi-processo, il Comune ha versato ai vari avvocati circa 170 mila euro: ma questo, come detto, è solo l’inizio. «Una volta diventata esecutiva la sentenza e più chiara la situazione di chi ha diritto o meno, parleremo con gli avvocati e definiremo la questione», certificano dal Comune. Come a dire: veniamoci incontro perché altrimenti, prima di riscuotere le parcelle passeranno anni.
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