Lutto
Eugenio Fascetti rapinato di fronte a casa sua
Due uomini lo aspettano fuori dall’abitazione di Lido di Camaiore e poi si fanno consegnare il Rolex che aveva al polso: «I banditi? Gente del posto»
LIDO DI CAMAIORE. Lo hanno aspettato sotto casa, a Lido di Camaiore. Poi, mentre scendeva dall’auto, gli si sono avvicinati e lo hanno costretto a consegnare loro il Rolex che aveva al braccio. Poi sono fuggiti via riuscendo a far perdere le proprie tracce. Un colpo “da professionisti”, quello messo a segno alcune sere fa ai danni di Eugenio Fascetti, 74 anni, popolarissimo allenatore di calcio nonché commentatore sportivo viareggino.
Il brutto episodio è accaduto poco dopo l’ora di cena. Fascetti stava rincasando al volante della propria auto. Arrivato di fronte all’abitazione di Lido di Camaiore nella quale risiede, l’ex allenatore di Torino, Lazio e Fiorentina è stato avvicinato da due giovani che con ogni probabilità lo stavano aspettavano sotto casa. «Non li ho visti bene in viso perché era buio - racconta Fascetti - ma una cosa è certa: non solo erano italiani, ma con ogni probabilità erano anche del posto, perché parlavano con una cadenza della nostra zona. Armi? Io non ho visto né pistole né coltelli, ma - ripeto - era molto buio».
L’allenatore viareggino non ha opposto resistenza ai due rapinatori. Ed ha consegnato loro il prezioso orologio da polso. A quel punto i due banditi si sono rapidamente allontanati riuscendo a far perdere le proprie tracce. «Quasi sicuramente non erano in auto. Io li ho visti andar via a piedi, ma non è da escludere che non lontano da lì potessero aver nascosto uno scooter o una moto per poi darsi comodamente alla fuga».
Fascetti, subito dopo la rapina, non si è lasciato prendere dal panico. Anzi, per sporgere denuncia ai carabinieri della stazione di Lido di Camaiore ha atteso il giorno successivo. «Devo dire che i carabinieri sono stati gentilissimi - ci tiene a precisare - e vorrei ringraziarli pubblicamente. Adesso le indagini sono in mano a loro e spero che possano individuare al più presto i responsabili in modo da assicurarli alla giustizia».
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