Il Tirreno

Versilia

Morto all’Asl, parla il ministro

Balduzzi: servono maggiori garanzie su messa in commercio ed utilizzo delle suturatrici

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO

'. «Su queste macchine, che sono tecnicamente dispositivi medici, esiste sicuramente un problema di maggiori garanzie relativamente alla loro messa in commercio, anche relativamente alla loro utilizzazione». Interviene così, sulla vicenda delle suturatrici ritirate dal mercato dopo la morte di Marcello Manfredi all’ospedale Versilia, il ministro della salute Renato Balduzzi, ieri a Firenze per un convegno. «E questa necessità di maggiori garanzie - ha aggiunto il ministro - non è solamente un problema che abbiamo noi in Italia. Anzi, noi stessi abbiamo presentato delle proposte in tal senso alla Commissione europea per migliorare lo stato attuale della normativa generale sui dispositivi medici».

Balduzzi ha spiegato infatti che «mentre abbiamo per quanto riguarda i farmaci un sistema importante di tracciabilità e conoscenza per la messa in commercio e per la loro dispensazione, per quanto riguarda i dispositivi medici, invece, bisogna probabilmente fare ancora qualche cosa».

Torna, nella vicenda del decesso di Manfredi - operato per un tumore all’intestino e morto dopo 14 giorni di agonia perché i punti interni avrebbero ceduto - la questione delle date degli eventi.

Tra la "richiesta urgente" della Johnson & Johnson di far sospendere "immediatamente" l'utilizzo di una macchina suturatrice e la comunicazione da parte del ministero della sanità di rimuovere dal mercato quel tipo di macchina, sono infatti passati 15 giorni. Il "richiamo globale volontario" per le "Suturatrici endoscopiche Linear Cutter Echelon 60 Endopath", si legge nell'avvertimento del 16 marzo, è dovuto alla «possibilità che si verifichi la rottura di un componente che potrebbe fare sì che il dispositivo rimanga bloccato sul tessuto dopo lo sparo». È molto più, dunque, che un semplice "suggerimento", e il tono è chiaramente allarmante. Ma quanto tempo ci vuole perché un allarme di questo genere diventi effettivo? Intanto, è da sottolineare come la richiesta è successiva di quattro giorni all'intervento subito dal Manfredi, operato il 12 marzo. Poi c'è la richiesta del 16 marzo. Fonti del ministero della sanità spiegano che a loro è arrivata il 20 marzo. Ci sono i tempi perché una segnalazione di questo genere faccia tutto il suo iter e quindi si arriva al comunicato ufficiale del 31 marzo. Nel frattempo, il 26 c'è stato il decesso del Manfredi. Ieri il ministro Balduzzi, incalzato dai giornalisti sulla tempistica di quella lettera, ha risposto che di non saperne «assolutamente nulla.» Cosa che non compete direttamente al ministro, che però ha ribadito come proprio quello della comunicazione «è uno degli aspetti che dovranno essere chiariti». Intanto, oggi, in Procura si tiene l’atto formale di nomina dei periti per poter dare il via all’autopsia sul corpo dell’anziano deceduto dopo due interventi chirurgici. In ballo ci sono i 37 avvisi di garanzia che il pm Antonio Mariotti ha inviato a 24 medici del Versilia e 13 dipendenti della multinazionale americana, la “Johnson&Johnson” che le suturatrici ha venduto alla nostra Azienda sanitaria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa